L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 marzo 2017

la 'Ndrangheta è nella Massoneria e questa lo sa, consapevolmente tace



Per l’antimafia, mafia e massoneria vanno a braccetto. Bindi al Grande Oriente: “Datemi i nomi dei 23mila iscritti” 

BY LA REDAZIONE | 27 FEBBRAIO 2017CRONACA

Adesso è caccia aperta ai massoni. Rosy Bindi, presidente dell’Antimafia parlamentare, sulla scia delle inchieste sulla ‘ndrangheta, ha chiesto gli elenchi dei 23mila iscritti al Grande Oriente d’Italia, la maggiore comunione massonica italiana, nata nel 1805.

A Reggio Calabria, infatti, sono state riunite cinque inchieste importanti: “Mammasantissima”, “Leghion”, “Fata Morgana”, Alchimia”, “Sistema Reggio”. Tutte hanno un comune denominatore: mirano ad accertare collegamenti tra mafie e massoneria. La procura ha spedito 72 avvisi di garanzia a chiusura indagini.

L’antimafia ha audito il Gran Maestro Stefano Bisi, che amareggiato ha chiesto: “Perché chiedono a noi gli elenchi degli iscritti, ma non alla Chiesa o all’amministrazione giudiziaria? Siamo l’ultima palestra di educazione civica rimasta in Italia, perché ci perseguitano ancora?”

E’ dunque caccia ai massoni da parte dell’Antimafia parlamentare? Rosy Bindi ha precisato che la caccia riguarda i massoni “deviati”, quelli cioè che fanno affari con le mafie. “Facciamo la caccia – ha precisato – a coloro che aprono la strada per le infiltrazioni delle mafie”. Il timore è che i massoni si nascondano nelle istituzioni politiche e giudiziarie. Intanto, i Gran Maestri hanno fatto sapere che nelle logge non ci sono magistrati e parlamentari, bensì dipendenti pubblici, militari, professionisti e persino qualche sacerdote.

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