Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 maggio 2017

ChiantiBanca - sarà dura per Lorenzo Bini Smaghi e il Sistema mafioso politico massonico sostenere l'onda d'urto di Gian Pietro Castaldi

SAN CASCIANO V.P.
1.05.2017 h 09:50 
DiRedazione

Elezioni ChiantiBanca: il programma completo della lista che si contrappone a Bini Smaghi
La guida Gian Pietro Castaldi, 75 anni, commercialista. Le idee e tutti i nomi in lista


SAN CASCIANO - Dopo la presentazione della lista che sostiene la candidatura del presidente Lorenzo Bini Smaghi all'assemblea dei soci del 14 maggio prossimo, in cui si rinnoverà tutto il Cda della banca, ecco il programma della lista che sfida il presidente uscente.

E' "Fedeltà alla storia e alla cooperazione", guidata da Gian Pietro Castaldi, 75 anni, commercialista di Firenze, che si candida alla presidenza.

Siamo un gruppo di Soci di ChiantiBanca, nata dall’unione della Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino con quelle di Monteriggioni, Pistoia, Area Pratese e Campi Bisenzio. Abbiamo deciso di presentarci in una lista per il rinnovo delle cariche sociali, previsto per il prossimo 14 Maggio 2017. Ecco i principi di cui siamo convinti e ciò per cui ci impegniamo per il futuro della nostra Banca; la vostra Banca:

1. CREDITO COOPERATIVO NEL TERRITORIO, PER IL TERRITORIO: ChiantiBanca deve ricominciare a essere davvero la banca della comunità, vicina alle famiglie, agli artigiani, alle piccole imprese. Una banca con i piedi per terra, aperta al futuro, ma salda nelle proprie radici. Vogliamo continuare a essere una buona banca e una buona cooperativa sul territorio.


2. CHIAREZZA, TRASPARENZA, CONSAPEVOLEZZA DEI SOCI: l’informativa resa ai Soci sui risultati aziendali deve essere costante, chiara e tempestiva; tempo per tempo corretta e trasparente. Questo, con particolare riferimento al bilancio non solo annuale, ma anche semestrale. La Banca è dei Soci e non di coloro ai quali è affidata tempo per tempo la sua gestione. I Soci hanno il diritto di essere pienamente consapevoli dell’andamento aziendale; gli Amministratori hanno la responsabilità di assolvere al dovere di una puntuale informazione. 

3. CRESCITA, SI’, MA ANCHE CONSOLIDAMENTO: la politica di espansione deve essere sostenuta da una sana e prudente strategia di consolidamento. Una “banca di credito cooperativo grande” non necessariamente è anche una “grande banca di credito cooperativo”. Un albero cresce forte solo se ha radici profonde.

4. SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI LOCALI E AL VOLONTARIATO: è fondamentale continuare a contribuire concretamente al sostegno economico di una grande ricchezza dei nostri territori: le associazioni di categoria e di volontariato, le società sportive, le ONLUS, i circoli culturali. Essi devono continuare a essere nostri interlocutori privilegiati, perché una Banca di Credito Cooperativo è tale solo se sa coniugare il suo fare impresa con l’attenzione al sociale.

5. AUTOREVOLEZZA, MA ANCHE UMILTA’: agli Amministratori di una Banca di Credito Cooperativo è affidata da parte dei Soci una grande responsabilità, nei confronti dell’Azienda, dei Soci stessi, dei Clienti, dei Dipendenti e della comunità tutta. È doveroso svolgerlo in maniera qualificata e Fedeltà alla storia e alla Cooperazione nelle radici del Credito Cooperativo guardiamo avanti autorevole, ma nel pieno rispetto delle regole della cooperazione: condivisione di progetti, percorsi e strategie. La cultura dell’uomo solo al comando non ci appartiene. Nessuno dovrebbe permettersi di dire ai soci o ai dipendenti: “Dopo di me il diluvio”! E nessuno dovrebbe mai presentare sé stesso o le proprie idee come unica soluzione voluta da Banca d’Italia, la quale sappiamo essere rispettosa del principio per cui nel Credito Cooperativo sono i Soci a eleggere democraticamente e in autonomia la propria governance. Vicende recenti ci hanno inoltre insegnato che non basta un nome “importante” per garantire il futuro a un’azienda; la solidità di una banca è data da politiche commerciali e di crescita coerenti con la propria natura, attente alle esigenze del territorio, rispettose del tessuto sociale ed economico nel quale opera.

6. VALORIZZAZIONE DELLA “PROFESSIONALITA’ COOPERATIVA”: crediamo nel grande valore rappresentato dallo spirito cooperativo con cui da sempre operano i nostri dipendenti. Per questo riteniamo che sia doveroso, oltre che proficuo per l’Azienda, prediligere la crescita professionale e la valorizzazione delle professionalità interne delle donne e degli uomini radicati nella cultura e nello spirito del Credito Cooperativo.

7. DIFESA DELL’IDENTITA’ DEL CREDITO COOPERATIVO: le Banche di Credito Cooperativo sono nate oltre un secolo fa e sono cresciute, hanno prodotto valore e reddito grazie alla loro vocazione territoriale e solidaristica. Siamo convinti che snaturare questi due aspetti non potrà che condurre ChiantiBanca verso una condizione di fragilità e pericolosa solitudine. 

8. L’UNIONE FA…LE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO: da soli saremmo fragili; due gruppi di Banche di Credito Cooperativo porterebbero a un indebolimento reciproco. 360 BCC insieme saranno il terzo gruppo bancario del Paese. Rifiutiamo l’illusione dell’egoismo che si vuole sostituire alla solidarietà, fondamento del Credito Cooperativo. Le conseguenze della concorrenza fra le BCC sugli stessi territori sono ormai chiare a tutti: questa provoca solo ulteriore fragilità. Da soli o in pochi, forse, si corre più velocemente; insieme si può certo arrivare lontano.

9. TUTELA DEL LAVORO: sentiamo la responsabilità di continuare a dare lavoro agli oltre 400 dipendenti ChiantiBanca. In questo momento di contrazione economica, la tutela dei posti di lavoro non si realizza solo con la continua apertura di nuove filiali e l’espansione territoriale, ma, piuttosto, coltivando e potenziando il “mestiere evoluto” che il futuro riserva all’operatore bancario.

10.TUTELA DEL CREDITO E DEL RISPARMIO: nostro dovere è anche quello di garantire il sostegno economico alle tante piccole e medie imprese, agli artigiani, ai professionisti, alle famiglie; nonché quello di custodire e gestire al meglio il risparmio che ci è affidato dai tanti clienti che hanno riposto la loro fiducia nella nostra Banca.

Vogliamo e possiamo costruire un’alleanza fra la Banca, i Soci, i Clienti, i Dipendenti, il tessuto economico della nostra comunità. Costruire fiducia insieme, per affrontare con coraggio, saldi nelle nostre radici, il futuro. Fedeltà alla storia e alla Cooperazione.

I CANDIDATI AL CDA

1 CASTALDI Gianpietro Firenze Laurea in Economia e Commercio - Presidente

2 MUGNAINI Roberto Siena Laurea in Scienze Economiche e Bancarie

3 POLI Marco San Casciano V.P. Laurea in Matematica Indirizzo Applicativo

4 PAGLIAI Fabrizio Prato Laurea in Economia e Commercio

5 IACOPOZZI Cristiano Firenze Laurea in Scienze Economiche e Bancarie

6 MARINI Alberto Campi Bisenzio Laurea in Scienze Politiche

7 GIUSTI Marco Prato Laurea in Economia e Commercio

8 PETRACCHI Giorgio Pistoia Laurea in Scienze Politiche e Sociali

9 BARBIERI Marco Pistoia Laurea in Giurisprudenza

10 CAMICIOTTOLI Ilaria San Casciano V.P. Laurea in Economia Aziendale Laurea in Educazione Professionale

11 NALDINI Alessia Tavarnelle V.P. Laurea in Giurisprudenza

12 BALENZANO Antonio Siena Laurea in Scienze Politiche Indirizzo Amministrativo

13 CARLONI Valentina Siena Laurea in Lettere Moderne

I CANDIDATI AL COLLEGIO SINDACALE

1 FOCARDI Leonardo Firenze Laurea in Economia e Commercio- Presidente

2 MICHELOTTI Franco Pistoia Laurea in Economia e Commercio - M. Effettivo

3 ANDREADIS Stefano Siena Laurea in Economia e Commercio - M. Effettivo

4 VIGNOLINI Sara Firenze Laurea in Economia e Commercio - M. Supplente

5 PIANIGIANI Federico Firenze Laurea in Economia e Commercio - M. Supplente

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