L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 maggio 2017

Draghi ci prende in giro, la crisi è finita e Tsipras conferma di essere un falso ideologico traditore della Patria

GRECIA: LA CRISI E’ FINITA!

Scritto il 19 maggio 2017 alle 07:29 da icebergfinanza


Come vedremo a breve,, il buon Draghi è andato addirittura in Israele per comunicare al mondo che la crisi è finita!

In Grecia è finita da tempo la crisi, infatti sono tutti felici e contenti e aspettano con gioia di essere nuovamente “sodomizzati” dai loro creditori, si sono riversati in massa nelle piazze per festeggiare le parole di Draghi…



“Siamo arrivati all’ultimo gradino della crisi – ha detto il premier Alexis Tsipras – abbiamo davanti a noi la fine del tunnel e nel 2018 usciremo dal memorandum”. “Ci state facendo firmare un quarto accordo di sacrifici dopo aver promesso che i tagli erano finiti – ha ribattuto il leader di Nea Demokratia Kiriakos Mistotakis – meglio andare subito al voto e vedere a chi credono gli elettori”. L’esecutivo Syriza-Anel ha però tenuto e la manovra è passata con 153 voti a favore (senza defezioni nella maggioranza) e 128 contrari. Per il secondo giorno consecutivo alcune migliaia di manifestanti hanno protestato di fronte al Parlamento contro il compresso con l’ex Troika. E a margine della manifestazione sono scoppiati alcuni incidenti con la polizia con lanci di lacrimogeni e bottiglie incendiarie

La crisi è finita in Grecia da tempo, il più grande successo dell’ euro è in festa…

Grazie al nostro John, leggiamo infatti su True Economics. , Greece in recession Again!

Per recent data release, Greece is now back in an official recession, with 1Q 2017 growth coming in at -0.1%, following 4Q 2016 contraction of 1.2%. Worse, on seasonally-adjusted basis, Greek economy tanked 0.5% in 1Q 2017. The news shaved off some 0.9 percentage terms from 2017 FY growth outlook by the Government (from 2.7% to 1.8%), with EU Commission May forecasting growth of 2.1% and the IMF April forecast of 2.15%, down from October forecast of 2.77%.


Ma tu guarda la Grecia è tornata in recessione ufficiale proprio mentre Draghi ci racconta che la crisi è finita, che sfortunata coincidenza!

Leggo con piacere che qualche zuzzerellone, scrive ancora che il FMI ha cambiato idea sui moltiplicatori fiscali e sull’austerità, che ora è tutta colpa di quel cattivo di Schauble, che fa il duro in vista delle elezioni tedesche.

Nel frattempo, le previsioni del 2,1-2,15% sono probabilmente ottimistiche. (…) finora, dall’inizio della crisi, le previsioni del FMI si sono dismostrate tristemente inadeguate nel catturare le vere dimensioni della crisi in Grecia


Un’altra caratteristica della previsione più recente è che le prospettive per il 2018 da parte del FMI per la Grecia comportano peggiori aspettative per la crescita nel periodo 2018-2021 rispetto a tutte le previsioni precedenti:

Il fattore chiave di questo disastro è il set di politiche imposte dall’UE e la conseguente politica e l’incertezza economica.

Infatti, se dovessimo prendere per buona la parte più bassa delle proiezioni di crescita i del FMI che si basavano sulle ipotesi del Fondo secondo cui l’Unione europea adempirà agli impegni assunti per ridurre notevolmente il debito per l’economia greca, Il PIL reale greco sarebbe stato intorno al 20-21% in più rispetto a quello attuale.


Tutto sommato, la Grecia ha dovuto sopportare una devastazione economica assoluta e totale per mano della UE e delle sue istituzioni, tra cui i fondi ESM, BCE e EFSF.

Noi aggiungiamo solo per mano delle banche tedesche e francesi, ma questa è una storia ormai vecchia che non interessa più a nessuno, in questo mondo di fessi che stanno imolando il loro futuro e quello dei loro figli sull’altare della dittatura finanziaria.

Ma noi non abbiamo fretta, siamo più che convinti che la crisi è finita e un’altra sta per incominciare ma questa volta finirà male, molto male, la gente non resterà a guardare.

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