L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 31 maggio 2017

Fratellanza Musulmana - Il corrotto Pd si schiera con i musulmani che vogliono la sharia e querela i musulmani moderati

E sui rapporti tra islam e democrat il partito querela Forte e Ismail

Il politico dei Popolari e la donna-simbolo dei moderati avevano presentato un dettagliato dossier a palazzo Marino
Alberto Giannoni - Mar, 30/05/2017 - 11:03

Il Pd querela Maryan Ismail e Matteo Forte. È arrivata dunque con carta bollata la risposta che chiedevano la donna simbolo dell'islam laico e il consigliere comunale popolare.

Maryan Ismail

Diversi per orientamento culturale, il politico cattolico, Forte, e l'antropologa musulmana e di sinistra, Ismail, condividono da tempo la battaglia contro l'islam oscurantista. Oggi Forte e Ismail sono entrambi vicini a Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra e leader di «Energie per l'Italia. Pochi mesi fa nel corso di una conferenza a Palazzo Marino Forte e Ismail hanno presentato un dettagliato dossier: «Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale». Nel documento venivano citati alcuni casi noti e uno inedito: un intervento della consigliera comunale Abdel Qader, eletta nel Pd, che nel 2012 proponeva di sostenere la causa del cugino, detenuto nelle carceri israeliane. Un personaggio a dir poco controverso Samer Al Barq: secondo quanto ricostruito compariva anche nel rapporto di una commissione del Senato Usa, «in relazione all'utilizzo di antrace da parte di Al Qaeda e ad attività qaediste in Pakistan». Era quello il caso più eclatante, ma veniva inserito, come gli altri, in un discorso politico, dedicato a «un rapporto organico» fra la politica e quest'area dell'islam. Venivano citate associazioni e collaborazioni, e un'associazione, «Segnali», che annoverava nel suo «board» dirigenti del Pd ed esponenti musulmani di area Ucooi, fra cui il presidente del comitato «Libertà e democrazia per l'Egitto», indicata come sigla che sosteneva l'ormai deposto presidente egiziano Mohamed Morsi. Il segretario Pd Pietro Bussolati ha spiegato: «Le finalità dell'associazione Segnali ambivano a promuovere il confronto». Forte e Ismail, in quella occasione più volte hanno precisato il tenore politico della loro iniziativa: «Non chiedo di rispondere per le colpe dei parenti né di dimettersi - disse il consigliere - chiedo al Pd di prendere una posizione». Il Pd non ha mai ritenuto di rispondere sul piano della discussione politica e alcuni giorni fa è arrivata la notizia di una querela per diffamazione. La notizia è confermata dal partito, che spiega di aver proceduto in questo modo «in seguito alla conferenza stampa e al dossier che associava il simbolo dei Fratelli musulmani a quello del Pd».

AlGia

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