L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 maggio 2017

Giulietto Chiesa - G7 una passerella inutile

G7 Taormina, Giulietto Chiesa: "Incognita Trump. E Grecia sarà il primo disordine europeo"

26 maggio 2017 ore 12:35, Stefano Ursi

Oggi si apre il G7 di Taormina, e sul tavolo sono moltissime le tematiche di strettissima attualità. Dalla questione migranti passando per la lotta al terrorismo, e la questione commerciale con lo spettro del protezionismo e l'accordo sul clima. Gli occhi sono puntati sui personaggi e su cosa porteranno all'attenzione del mondo. In particolare la figura di Donald Trump è quella più attesa. E sullo sfondo l'attentato a Papademos in Grecia e l'eco dello scontro, post-attentato di Manchester, fra le intelligence americana e inglese. IntelligoNews ha chiesto al giornalista ed esperto di geopolitica Giulietto Chiesa di provare a decriptare i significati profondi dell'incontro e gli scenari internazionali che si dipanano attorno ad esso: ''In ballo c'è l'interrogativo Trump. Che è venuto a chiedere impegno europeo in Siria''.


Giulietto Chiesa Il G7: rapporti di forza e cosa c'è realmente in ballo.

''In ballo c'è l'interrogativo di Trump: cos'è per l'Europa. Tutti si chiedevano cosa fosse e dunque dovevano ricollocarsi rispetto agli Stati Uniti guidati da un uomo che tutta Europa considera imprevedibile. Ora, però, mi pare che Trump abbia fatto una serie di correzioni importanti che hanno dissipato i dubbi degli europei, quindi, sostanzialmente, ci sarà una tranquillizzazione generale intorno alla prosecuzione della linea precedente, ovvero quella di Obama. Questo, mi pare, sarà il senso vero di della riunione, dunque non mi aspetto grandi novità se non il peggio, nel senso che Trump è venuto a chiedere agli europei di impegnarsi direttamente in Siria e dunque saremo davanti a problemi molto complessi per l'Europa, che dovrà attaccarsi al carro degli Usa, andando a rompersi la testa, assieme a loro e sotto il loro comando, in un ginepraio senza fine''. 

Certo che affrontare temi di enorme importanza senza pezzi grossi dello scacchiere internazionale come Cina e Russia... 

''Il G7 è l'Occidente e credo che resterà così com'è: l'Occidente contro il resto del mondo. E non penso ci sia da aspettarsi nessuna modifica di questo assetto''. 

L'attentato a Papademos: c'è chi dice che c'è un tentativo di destabilizzare la Grecia. E' d'accordo? 

''Credo che la Grecia sia sull'orlo della catastrofe vera e propria e prima o dopo dovrà avvenire una rivolta popolare. La Grecia è stata un esperimento politico voluto dall'Europa, e dalla Troika in particolare per verificare certe politiche, che nel Paese ellenico si sono rivelate catastrofiche; ormai sono passati alcuni anni e a questo punto nessuna soluzione è praticabile: si va verso il disordine e la Grecia sarà il primo vero disordine europeo''. 

Cosa c'è realmente dietro allo scontro fra intelligence americana e inglese? Solo la scelta della pubblicazione di una foto appare blanda come motivazione. 

''La faccenda di Manchester si rivela ancora una volta, per tutti noi, una 'false flag operation'. Ancora una volta coloro che hanno compiuto l'attentato erano conosciuti alla polizia britannica e dunque ai servizi segreti occidentali. È una prosecuzione dell'operazione libica: il padre dell'attentatore era un uomo al servizio dell'intelligence britannica. Chi organizza queste cose sono spezzoni di servizi segreti occidentali. La disputa è intorno al fatto che questi centri non sono coordinati fra loro e dunque può accadere che nella gestione del post-attentato terroristico ci siano valutazioni diverse e contraddittorie''.

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