L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 maggio 2017

Giulio Sapelli - dissentiamo da un maestro, il Pd si è venduto agli stranieri e tutta la dirigenza è traditrice della Patria

Macron, Trump e...Renzi: parla Sapelli


C'è molta carne al fuoco di questi tempi e per cercare di decrittare al meglio la situazione nazionale e internazionale abbiamo interpellato Giulio Sapelli professore professore ordinario di Storia economica presso l'Università degli Studi di Milano.

Cercando di trovare una chiave di lettura comune c'è un filo conduttore tra il caso Consip e quello Boschi-Ghizzoni? Da ambienti renziani viene rilanciata l'ipotesi di un "piano eversivo" per mettere in difficoltà l'ex Premier.

"Credo piu che altro siano casi da inserire in un ambito di grande confusione, nazionale ed internazionale, uniti alle spaccature delle classi dirigenti.

A livello internazionale mi sembra però che gli endorsement verso Renzi siano venuti a mancare o si siano comunque fatti più radi e velati, soprattutto dopo la sconfitta al referendum. La sua difficoltà può essere questa, senza dimenticare che ad ora lui non ha una legittimazione popolare forte."

Perché Renzi persiste nel mandare messaggi, più o meno velati, verso i democratici USA e Obama?

"Più che mandare messaggi direi che Renzi ha un atteggiamento ambiguo, né prettamente politico e neppure un atteggiamento che, a mio parere, miri a tutelare interessi economici.

Più che altro è il tipico atteggiamento renziano, un po' sprezzante e sfidante dell'opinione pubblica; dovrebbe forse cercare di dialogare con la nuova amministrazione USA, anche contando che a breve Trump sarà in Italia.

Sicuramente in un momento come questo le relazioni internazionali sono davvero molto importanti e va detto che con l'attuale Governo vi è anche maggior prudenza nello schierarsi a sostegno o meno di figure politiche estere."

Nell'ultimo periodo l'ex Premier e segretario PD cerca di far passare il messaggio che tra lui e Macron ci siano diverse somiglianze e che abbia trovato nel Presidente Francese una sorta di sponda a livello UE...

"Paradossalmente Macron sarebbe molto più affine ad un Enrico Letta o ad un Mario Monti.

Il percorso politico di Macron, poi, è assolutamente differente da quello di Renzi, senza contare il fatto che la scelta di associarsi a Macron potrebbe rivelarsi non vincente; il Presidente francese sta attirando l'ostilità dei gollisti e anche quella dei socialisti. L'analisi che vede i partiti tradizionali spazzati via, forse, è anche troppo frettolosa."

Il quadro politico vede quindi un Matteo Renzi isolato a livello internazionale...

"Se devo dire la mia andrei al di là di Renzi e guarderei più al PD; il Partito Democratico in ogni caso è forse l'unica cosa stabile in questo Paese, non so a che risultati porterebbe un tentativo di destabilizzarlo."

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