L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 21 maggio 2017

Il genio italico c'è mentre la politica latita in quanto ci ha venduto agli stranieri

VEICOLI FUTURISTICI
400 km con un litro di combustibile, Etna-Revo pronta per la Shell Eco-Marathon 

19/05/2017 - 16:46
di Gianluca Reale

Il prototipo, costruito da un team di laureandi in Ingegneria dell'Università di Catania, in gara a Londra dal 25 al 28 maggio

Il prototipo, costruito da un team di laureandi in Ingegneria dell'Università di Catania, in gara alla manifestazione che si terrà a Londra dal 25 al 28 maggio

Etna-Revo

Catania-Palermo andata e ritorno consumando l'energia equivalente a un litro di combustibile. Non necessariamente di origine fossile e quindi con emissioni di CO2 nulle. è questa la super prestazione di "Etna-Revo", il veicolo futuristico progettato e costruito dal team “Eco-Hybrid Katane” dell’Università di Catania. La dimostrazione concreta che cambiare il paradigma sui cui sono basati oggi i trasporti è possibile e che un maggiore rispetto dell'ambiente non è utopia. 

Il team catanese è stato selezionato per partecipare alla prestigiosa “Shell Eco-Marathon Europe”, la competizione, promossa nell’ambito del Festival “Make the Future Live”, che si terrà al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra dal 25 al 28 maggio e che quest’anno è giunta alla sua 33° edizione. Il contest internazionale prevede infatti la progettazione e la costruzione di veicoli futuristici che si sfideranno sul circuito urbano londinese per decretare chi riuscirà a percorrere la maggior distanza possibile con l'equivalente energetico di un litro di combustibile (circa di 30 MJ). 

La squadra dell’Ateneo catanese è uno dei cinque team italiani in gara tra i 192 provenienti da scuole e università di 27 Paesi. Due le categorie previste: “Urban Concept- Gasoline”, nella quale le auto sono create secondo i criteri più convenzionali e “prototipi”, dove è possibile testare vetture capaci di ridurre la resistenza e massimizzare l'efficienza del motore, favorendo anche lo sviluppo di design avveniristici.

Il team etneo parteciperà nella prima categoria, è guidato da Antonio Gurgone e composto da 15 studenti laureandi: Giuseppe Aleo, Davide Giordano, Giuseppe Faranda, Gianpaolo Ubbriaco, Simone Maria Rapisarda, Alessandro Ferlito, Marco Domenico Cardillo, Carmelo Barbagallo, Lucia L’episcopo, Graziana Zocco, Andrea Sortino, Andrea Leone, Giuseppe Mania, Alfredo Maria Tosto e Angelo Sciacca. Tutti provenienti dai corsi di laurea di Ingegneria. A pilotare "Etna-Revo" sul circuito londinese sarà Alfredo Maria Tosto. 

Grazie al contributo dato dall'Ateneo, tre di loro partiranno alla volta di Londra con un furgone-officina, trasportando il veicolo che dovrà competere alla Shell Eco-Marathon Europe. Gli altri li raggiungeranno in aereo. Non sarà facile, ma sarà un'esperienza formativa senza precedenti. Speranze di vittoria? Poche «perché chi ha avuto più risorse da investire riuscirà a sviluppare veicoli capaci di percorrere anche 1000 chilometri, ma il risultato dei nostri studenti non è affatto male considerando che abbiamo potuto investire solo 50 mila euro raccolti nell'arco di due anni, una cifra che al cospetto dei fondi a disposizione di Politecnici come Milano e Torino è cosa da poco», spiega Rosario Lanzafame, ordinario di Macchine e Sistemi Energetici al Dicar. «Il progetto è nato nel 2010 da una partnership tra gli atenei di Catania e del Salento, nell’ambito del dottorato di ricerca in “Sistemi Energetici e Ambiente” - aggiunge Lanzafame, responsabile scientifico del progetto -. Per realizzare il veicolo c'è voluto un anno di duro lavoro: i singoli pezzi sono stati progettati, disegnati, stampati e assemblati dagli studenti stessi. L'innovazione è stata concentrata tutta sul ridurre al massimo attriti e sprechi energetici, masse e volumi. Abbiamo lavorato anche in galleria del vento. E il risultato raggiunto è decisamente soddisfacente».

In realtà, se pensiamo che con le nostre auto con un litro di combustibile percorriamo in media 20 chilometri, farne 400 è una specie di "rivoluzione". «Se una industria come Shell promuove una competizione come questa e si preoccupa di cambiare il combustibile o ridurre l'utilizzo di quello attuale vuol dire che il mondo sta cambiando - aggiunge il docente -. Ma al di là di tutto, l'evento ha anche un grande impatto formativo per i nostri studenti che potranno confrontarsi con i colleghi di tutto il mondo». 

La realizzazione della vettura ha visto la collaborazione dei docenti Mario Cacciato, Sebastian Brusca, Michele Messina, Gianluca Cicala, Gabriele Fichera tutti impegnati con il team di studenti nel laboratorio del nuovo Polo Tecnologico. Per la realizzazione del progetto fondamentale è stato il finanziamento dell’Università di Catania, nonché il supporto logistico dei direttori del Dieei e del Dicar Vincenzo Catania ed Enrico Foti, come anche sostegno di numerosi sponsor aziendali che hanno sposato l’idea non solo economicamente, ma anche aiutando nella promozione del progetto su scala locale e nazionale.

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