L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 maggio 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - è nella logica delle cose, e l'accoglienza diffusa non lascerà nessun luogo d'Italia al sicuro dagli invasori

Il sindaco di Bagnoli: "Basta arrivi, ormai è una polveriera"

Dopo la rivolta degli oltre 700 ospiti dell'hub di San Siro, Milan avverte la Prefettura: "L'ex base deve essere svuotata al più presto"

di Nicola Stievano
27 maggio 2017

Il sindaco Roberto Milan osserva i profughi che protestano davanti all'hub di San Siro

BAGNOLI. Torna la tranquillità nell'ex base di San Siro dopo la protesta di circa duecento migranti di giovedì scorso. Un centinaio di loro aveva raggiunto alle prime luci del mattino il centro del paese bloccando la viabilità per oltre due ore, fra le proteste dei commercianti. I manifestanti avevano esposto cartelli per denunciare i tempi burocratici troppo lunghi e i tanti "no" al riconoscimento dello status di profugo.

Ieri nel centro di prima accoglienza è stata una giornata come le altre fra i circa 730 ospiti, molti dei quali però si aspettano una risposta dalle istituzioni. E proprio poche ore dopo la manifestazione, giovedì pomeriggio, a Padova si sono trovati intorno ad un tavolo i vertici di Prefettura, Questura e forze dell'ordine, insieme al sindaco Roberto Milan, per discutere del "caso Bagnoli". Da una parte c'è il problema sollevato dai migranti "parcheggiati" da mesi a San Siro, dall'altra il blocco degli arrivi nell'ex base richiesto dal sindaco direttamente al ministro dell'Interno dopo gli episodi di violenza di marzo.

«Per quanto mi riguarda», afferma Milan, «ho ribadito il mio no a nuove assegnazioni alla struttura di San Siro per favorire il turn-over degli ospiti. Ho ripetuto che Bagnoli ha già dato e sta pagando un prezzo altissimo a questa gestione dell'accoglienza. Voglio che sia chiaro che non devono arrivare altri richiedenti asilo e che la base dovrà essere progressivamente svuotata. Per gestire i nuovi arrivi le istituzioni dello Stato dovranno trovare soluzioni alternative e nuove sistemazioni. Non esiste solo l'ex base di Bagnoli, se c'è un'emergenza che chiedano aiuto e spazi alla Croce Rossa, oppure ad altre realtà. Ad esempio molte parrocchie potrebbero aprire le loro canoniche».

Non si placano intanto le polemiche sulla manifestazione di giovedì che secondo 
Milan ha ben poco di spontaneo. «Le proteste dell'autunno scorso erano diverse», sostiene il sindaco, «stavolta invece ho colto un altro clima. I tempi lunghi per le domande non riguardano solo gli ospiti di San Siro, ma tutti i richiedenti asilo, anche quelli dell'accoglienza
diffusa, come mai loro non protestano?» Ma in paese c'è anche chi non ha condiviso la presa di posizione dei commercianti e di coloro che hanno criticato l'iniziativa dei migranti. Secondo alcuni esponenti della rete "Bassa Padovana Accoglie" si tratta di reazioni eccessive ed esagerate.

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