L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 maggio 2017

Implosione europea - l'Euro è un metodo di governo che ci da austerità, toglie diritti sociali, impoverisce le popolazioni, e da solo lavoro precario

Raggi di "Sole 24Ore" per Bagnai, Borghi (Ln): "Per l'euro è solo questione di tempo"

16 maggio 2017 ore 16:10, Andrea De Angelis

Luigi Zingales ospita sulle pagine de Il Sole 24 Ore un certo Alberto Bagnai e l'articolo, ancor prima di essere letto, diventa un caso non solo squisitamente economico, ma anche politico. Una delle più autorevoli voci che sostengono l'importanza dell'uscita dall'euro può scrivere sul più noto quotidiano economico nazionale? Cosa c'è dietro, magari l'idea che quella che sembrava una "bestemmia economica" possa trasformarsi (o già lo abbia fatto) in una "possibilità", seppur remota? IntelligoNews lo ha chiesto a un'altra voce critica verso la moneta unica, ovvero il leghista Claudio Borghi...

Il quotidiano dei cosiddetti poteri forti lascia spazio a Bagnai per attaccare l'euro. Un'apertura che lascia intendere che cosa? L'impossibile sta diventando possibile?

"Si tratta di un'iniziativa di Zingales che ha pensato di lanciare il dibattito. In realtà questa cosa l'abbiamo salutata con un po' d'ironia perché come tutti sanno noi il dibattito lo abbiamo lanciato da sei anni a questa parte (ride, ndr). Va bene, discutiamo, apriamo il dibattito. Sono sei anni che lo facciamo. Come se uno va da Totti e gli dice di iniziare a tirare i rigori". 


Tirare i rigori sulle pagine del Sole non era però scontato.

"Non è scontato, oggettivamente no. Continuo a pensare che fino ad ora la tattica dell'apriamo un dibattito è sempre stata non particolarmente leale, cosa che vale anche per i talk show. Ti lascio dire, ti lascio fare per una volta e poi ti seppellisco con duemila falsità, voci dissonanti e cose di questo tipo. Ma va bene così, noi abbiamo sempre preso tutti gli spazi che ci hanno dato anche in talk show dove magari ero solo contro cinquanta che sostenevano il contrario. Alla fine è una questione di fatti, testa dura ed esporli. Se fossero state completamente delle scemenze quando iniziammo a parlarne sei anni fa, il dibattito sarebbe morto lì. Invece queste idee guadagnano terreno, spazi di dibattito anche dove era quasi impossibile immaginarli. Nello specifico ha influito anche il cambio del direttore...".

Bagnai scrive che i partiti euroscettici progrediscono nonostante le sconfitte. Per i cosiddetti populisti è solo questione di tempo? Perdono in Olanda, Austria e Francia, ma le idee prendono sempre più piede?

"Certo, è assolutamente solo questione di tempo perché l'euro è insostenibile. Partiamo da questo presupposto, fino ad ora non smentito". 

Perché?

"Tutti quelli che dicono che non si può uscire aggiungono dei "bisognerebbe che", con condizioni irrealistiche. Cioè che la Germania ci paghi, che Napoli diventi come Monaco. Tutta una serie di cose dell'irrealtà. Dunque è solo questione di tempo ed i partiti crescono man mano che aumenta l'insoddisfazione della gente. Crescono anche in Paesi dove sono avvantaggiati dall'euro, perché gli squilibri ci sono anche dove in teoria l'euro fa bene. Qui si spiega il buon risultato di Wilders in Olanda, la cui crescita sta impedendo lì di formare un governo".

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