L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 maggio 2017

Italia prossimo presente - le aziende strategiche non si vendono anzi si nazionalizzano

Lo Stato azionista, gran convegno al Senato con Calenda,Tremonti e Costamagna

20 maggio 2017 - 19:51 di FIRSTonline


Su iniziativa del presidente della Commissione Industria del Senato, Mucchetti, e del preside della Facoltà di Economia dell'Università Cattolica, Bodega, si terrà lunedì mattina a Palazzo Giustiniani a Roma un importante convegno su"Lo Stato azionista:finalità, regole e strumenti" con interventi, tra gli altri, di Calenda, Tremonti, Costamagna, Bono e Coltorti


Dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, all'ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, dal presidente della Cassa depositi e prestiti, Claudio Costamagna, al presidente della Fincantieri, Giuseppe Bono e a studiosi del calibro di Fulvio Coltorti, ora docente alla Cattolica ma per molti anni responsabile dell'Ufficio Studi della Mediobanca di Cuccia, di Massimo Florio della Statale di Milano e di Franco Mosconi dell'Università di Parma, già braccio destro di Romano Prodi quand'era presidente della Commissione Europea. saranno loro ad animare l'interessantissimo convegno su "Lo Stato azionista: finalità, regole e strumenti" che si terrà lunedì 22 maggio al Senato (Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani, h.9.30).

Un convegno promosso dal presidente della Commissione Industria del Senato,Massimo Mucchetti, che introdurrà e modererà il dibattito, e dal preside della Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Domenico Bodega, che aprirà i lavori dopo l'indirizzo di saluto della vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta.

Il convegno sarà l'occasione per rivisitare tutta la politica delle privatizzazioni ma anche per discutere il ruolo dello Stato nell'economia nell'Italia del 2017, sia alla luce delle potenzialità che hanno le nostre imprese sui mercati esteri (è degli ultimi giorni la conquista dei cantieri navali francesi di Saint Nazaire da parte della Fincantieri) sia in relazione alle incursioni di gruppi stranieri in Italia (Vivendi insegna) e all'opportunità di stabilire norme che, nel rispetto delle regole del mercato e dell'Unione europea, permettano al nostro Paese di difendere gli asset strategici.

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