L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 maggio 2017

Legge elettorale - tutti fanno finta di dimenticare che la Costituzione tara la legge elettorale sul proporzionale è solo la smania di "governabilità" che ha deviato il sistema elettorale

POLITICA
Convenienze e danni del sistema elettorale tedesco secondo Roberto D'Alimonte. Molto dipende dalla soglia
Se sarà puro, ridurrà a 4 i partiti in Parlamento e "chissà se la Consulta avrà qualcosa da ridire". Ma se sarà "in salsa italiana" non risolverà il nodo governabilità

28/05/2017 10:58 CEST | Aggiornato 21 ore fa

LAPRESSE

Tra convenienze e tattiche politiche e voglia di voto anticipato, la politica italiana va verso una nuova legge elettorale sul modello tedesco, "una decisione del genere equivale all'accettazione del ritorno al proporzionale". Una scelta strana per Matteo Renzi, "l'alfiere della Terza Repubblica, il Macron italiano, diventerebbe il restauratore della Prima. Infatti il sistema tedesco è al 100% un sistema proporzionale". Lo scrive sulle pagine del Sole 24 Ore il politologo esperto di sistemi elettorali Roberto D'Alimonte, il quale lega tuttavia la valutazione sulla riforma alla soglia di sbarramento che prevederà.

In Germania "la soglia del 5% è uno strumento potente" spiega D'Alimonte, che formula alcune simulazioni dell'effetto di una legge elettorale a seconda della soglia che verrà prevista in base ai sondaggi attuali (con il Pd al 29,3%, M5S al 28,6%, Lega al 13% e FI al 12,4%).

PRIMO CASO. "Con la soglia al 5% prenderebbero seggi solo 4 partiti. I "magnifici quattro": Pd, M5S, Lega Nord e Forza Italia. Di per sé questo non è un male. Sarebbe una drastica e salutare semplificazione del quadro politico. Una cosa mai vista in Italia dal 1946. Chissà se la Consulta avrà qualcosa da ridire. L'Italicum da questo punto di vista era meno distorsivo. Con tanti partiti che non arrivano al 5% i "magnifici quattro" sarebbero sovrarappresentati".

C'è poi un problema di coalizione di governo. "Con i dati di oggi ci sarebbero due coalizione che si contenderebbero la maggioranza assoluta dei seggi. Il fatidico 51% potrebbe andare a Pd e Forza Italia, ma anche a M5S e Lega. Potrebbe essere una roulette. Proprio l'esito che la cancellazione del ballottaggio dell'Italicum voleva scongiurare".

SECONDO CASO. Con la soglia al 2,5% sarebbero otto i partiti rappresentati in Parlamento - con l'ingresso anche di Fratelli d'Italia, Mpd, Ap, Sinistra Italiana - e si "ridurrebbe il rischio di una possibile maggioranza M5S-Lega Nord", ma si "indebolirebbe Pd e Forza Italia rendendo necessaria una coalizione tra Berlusconi e i partiti a sinistra del Pd".

In definitiva, secondo D'Alimonte, "il tedesco non è la panacea dei nostri problemi di governabilità post-referendum costituzionale a condizione che resti un tedesco vero e non un tedesco in salsa italiana" ad esempio con l'escamotage delle vittorie nei collegi. Questo perché "senza la soglia al 5% il tedesco in salsa italiana sarebbe il trionfo della rappresentatività e il funerale della governabilità".

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