L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 maggio 2017

Lucio Caracciolo - "Trump si sta preparando a una guerra

ENTRO L'ANNO, L'APOCALISSE
Medio Oriente, il guru svela il piano segreto di Trump: "Guerra con l'Iran, comincerà Israele"

22 Maggio 2017


"Trump si sta preparando a una guerra. Il candidato più evidente è l'Iran". Stanno arrivando tempi ancora più bui e secondo Lucio Caracciolo nel suo discorso a Riad Donald Trump ha preparato il terreno per un intervento militare che si presenterebbe come rischiosissimo e potenzialmente distruttivo. Intervistato dal Giorno, il direttore della prestigiosa rivista di geopolitica Limes nella capitale saudita "c'è stata la pre-legittimazione di un conflitto. Tutto quello che ha detto Trump serve a mandare questo messaggio: fate fuori l'Iran e i suoi accoliti".

Se l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e gli altri regimi sunniti non ci riuscissero, spiega l'esperto, il presidente americano "si riserva tutto il diritto-dovere di dire la sua e, eventualmente, di intervenire. Comunque è un via libera a tutti i Paesi arabi del Golfo. L' Arabia in cambio gli compra armi per 110 miliardi di dollari. In pratica sta preparando una grande guerra contro l'Iran che verrà combattuta dagli arabi, eventualmente dagli israeliani e, se fosse necessario, anche dagli americani".

Secondo Caracciolo "assistiamo alla preparazione di qualcosa che potrebbe avvenire entro la fine del mandato di Trump. Forse le prime avvisaglie le vedremo già questo anno. Penso, per esempio, che una guerra fra Israele ed Hezbollah potrebbe essere un antipasto". Il ritorno alla classica dottrina americana in Medio Oriente, un'alleanza strettissima con Arabia, Emirati, Kuwait e Giordania, avviene però in un contesto assai poco rassicurante, conclude Caracciolo, perché "nel frattempo è accaduto che l'Occidente non c'è più. Mi pare che in questa fase ognuno vada un po' per conto suo".

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