L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 maggio 2017

Mobilità insostenibile - il corrotto Pd ancora una volta si è schierato a favore di una multinazionale che paga i suoi autisti quattro soldi per attaccare i tassisti, un settore della piccola impresa

Uber vince contro i taxi, revocato il blocco

Il tribunale di Roma ritira l'ordinanza del 7 aprile che aveva disposto lo stop per il servizio black. La app era stata autorizzata comunque ad operare in attesa del pronunciamento definitivo. La società: "Felici, ma ora aggiornare la normativa". Federtaxi: "Sconcertati, vittoria dei poteri forti"

26 maggio 2017

(reuters)

MILANO - Niente stop per Uber. Il tribunale di Roma ha revocato oggi la propria ordinanza del 7 aprile scorso con cui era stato disposto il blocco su tutto il territorio nazionale del servizio Uber-Black e l'oscuramento della app.

La società - di cui il tribunale ha accolto il reclamo, respingendo il ricorso dei tassisti - potrà quindi continuare ad operare in Italia mediante il servizio Uber Black. Gli altri servizi denominati Uber Pop e Uber X continuano invece ad essere vietati, come stabilito dal Tribunale di Torino con sentenza del 22 marzo 2017.

Il Tribunale di Roma ha ritenuto così di dare attuazione alla decisione del Parlamento di sospendere sino al 31 dicembre prossimo alcune norme della legge nazionale che disciplina il settore taxi e noleggio con conducente. La sospensione era stata introdotta nella legge di conversione del decreto Milleproroghe con il cosiddetto emendamento Lanzillotta e aveva scatenato le proteste dei tassisti dello scorso febbraio.

Il 14 aprile scorso il Tribunale aveva accolto già la sospensiva che permetteva alla app di continuare ad operare in attesa della pronuncia definitiva, arrivata oggi.

Soddisfatta la società: "Siamo davvero felici di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner di Uber che potranno continuare ad utilizzare la nostra applicazione in Italia", ha spiegato con un comunicato. "Ora più che mai è forte l'esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città".

Dura la reazione di Federtaxi: "La politica e i veri poteri forti hanno avuto la meglio", ha commentato iol portavoce nazionale Federico Rolando. "Il Tribunale - ha spiegato - ha ritenuto di non poter non tenere in considerazione l'emendamento Lanzillotta approvato nel corso di questa causa che è andato ad incidere sul principio di territorialità e sull'obbligo di rientro a rimessa a carico degli ncc. Pertanto, grazie al nostro Parlamento e agli impegni assunti e non rispettati dal Governo, un servizio completamente abusivo (come Uber Black) potrà continuare ad operare in Italia.

Non abbiamo parole per descrivere il nostro sconcerto per un Governo, un Parlamento, una Autorità a tutela della concorrenza ed una destinata a regolare proprio i trasporti, che hanno fatto di tutto per 'salvare' una multinazionale aspirante monopolista che vuole sottrarre il lavoro a cittadini italiani, impedendo alla magistratura di proseguire nella propria lotta all'abusivismo. Noi possiamo solo ribadire che continueremo a lottare per il nostro lavoro contro ogni forma di abusivismo e in tutte le sedi fino a quando non debelleremo questa piaga che si chiama: Abusivismo".

http://www.repubblica.it/economia/2017/05/26/news/uber_vince_il_ricorso-166469158/

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