L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 maggio 2017

Renzi, lo zombi che cammina, ancora ci può fare danni ingenti

Rignano sull'Arno: elezioni a casa Renzi l'11 giugno
domenica 21 maggio 2017 ore 19:37 | Cronaca 


Ma il 24 maggio (alle 18.00) arriva a Firenze Marco Lillo per presentare "Di padre in figlio: le carte inedite sul caso Consip e il familismo renziano". Interrogazione in Regione di Fratelli d'Italia sul coinvolgimento della Eventi 6 e il finanziamento da 10.400 euro

Lunedì 22 maggio la candidata sindaco del PD di Rignano Eva Uccella incontra a cena iscritti, sostenitori ed amici per presentare la squadra dei candidati ed il programma per il paese della famiglia di Matteo Renzi. Saranno presenti l'assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, e la consigliera regionale Monia Monni. Dalle 20 al ristorante della Festa dell'Unità, zona campi sportivi.

Mercoledì 24 maggio (alle ore 18.00) presentazione del libro di Marco Lillo "Di padre in figlio: le carte inedite sul caso Consip e il familismo renziano" alla IBS+Libraccio, in via de’ Cerretani 16r. Insieme all’autore saranno presenti Paul Ginsborg e Andrea Scanzi. Marco Lillo, primo a svelare l’inchiesta Consip, pubblica le nuove notizie esplosive sull’indagine. Un affresco inedito sul Giglio magico del neo segretario del Pd. Il quadro che emerge dalle carte degli investigatori è inquietante: c’è un imprenditore, Alfredo Romeo, che corrompe un funzionario pubblico per aggiudicarsi delle gare. E per penetrare il potere renziano si avvale di un “facilitatore” toscano – Carlo Russo – amico dell’ex premier, che chiede la stecca per sé e per il padre di Matteo, Tiziano Renzi. C’è anche il manager più importante nominato dal leader Dem, Luigi Marroni, che accusa il suo amico e braccio destro del rottamatore, il ministro Luca Lotti. Ci sono poi le “gole profonde”: generali dell’Arma e collaboratori di Matteo Renzi che rivelano di un’indagine in corso che coinvolge alcuni di questi personaggi di spicco. Sullo sfondo, un appalto da 2,7 miliardi destinati ai servizi per la pubblica amministrazione. Ma c’è qualcosa oltre lo scandalo Consip, c’è quel familismo amorale tipico della cultura italiana dove l’interesse del clan viene prima della collettività. E il rottamatore, nonostante le premesse e le promesse di cambiamento, si è dimostrato in linea con una tradizione secolare.

"Se è vero, come ha dichiarato il sindaco di Rignano sull'Arno Daniele Lorenzini, che il Partito democratico avrebbe pagato per le elezioni regionali del 2015 una fattura da 10.400 euro alla Eventi6, saremmo di fronte alla prova che l'imprenditore Carlo Russo, coinvolto nell'inchiesta Consip e indicato come il 'mandatario' di quel finanziamento, avrebbe usato il Partito democratico per far arrivare soldi nelle casse della famiglia Renzi". E' quanto afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Toscana e coordinatore dell'esecutivo nazionale del partito Giovanni Donzelli, commentando le parole di Lorenzini riportate sul Corriere della Sera di oggi. Donzelli, che aveva già presentato una interrogazione per chiedere notizie sulla destinazione dei 70-80 mila euro che nelle conversazioni dell'inchiesta Consip Carlo Russo chiese ad Alfredo Romeo di destinare al Pd toscano, sulla vicenda ha già predisposto un nuovo atto che sarà presentato lunedì in Regione. "Se questo meccanismo fosse accertato sarebbe un fatto gravissimo, in un quadro dell'inchiesta Consip che presenta già molti aspetti inquietanti - sottolinea Donzelli - la Eventi 6 è l'impresa in cui lavorava Matteo Renzi e che lo assunse come dirigente pochi giorni prima che fosse candidato alla Presidenza della Provincia di Firenze. Grazie a questo meccanismo ha ricevuto soldi pubblici per i contributi figurativi del segretario Pd, che era dirigente in aspettativa e che poi ha riscosso il Tfr accumulato. Un giro di denaro inquietante sul quale, una volta di più, è necessario fare luce - conclude Donzelli - ci auguriamo che le indagini facciano chiarezza sulla base dei documenti che avrebbe consegnato lo stesso Lorenzini in Procura".

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