L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 31 maggio 2017

Renzi, lo zombi che cammina porta il corrotto Pd nel burrone, ne siamo felici

Mucchetti (Pd) spiega il no dei 31 senatori di Orlando al voto anticipato e al proporzionale

Manovra, il Pd ci metta la faccia
Senza scappatoie, visto che ha governato negli ultimi anni

di Alessandra Ricciardi 
31 maggio 2017

«Il Pd sulla prossima legge di bilancio ci metta la faccia, visto che ha governato negli ultimi anni. Sarebbe un atto di responsabilità». Massimo Mucchetti, presidente della commissione industria del senato, è tra i 31 senatori della mozione Orlando che ieri hanno firmato il documento, diffuso a poche ore dalla direzione del partito, in cui si dice no al sistema proporzionale e soprattutto al voto in autunno. La prima mossa ostile di Andrea Orlando contro Matteo Renzi dopo le primarie del 30 aprile.

Domanda. Chiedete al segretario di fermare le trattative sulla legge elettorale e di sentire i gruppi parlamentari.

Risposta. I gruppi parlamentari rappresentano, in base a quanto prevede la Costituzione, il corpo elettorale e possono dare un contributo importante per fare una legge di gran lunga preferibile a quella che il Pd come semplice vertice ha prospettato, una storpiatura del modello tedesco.

D. Vi collocate così tra i frenatori...

R. I gruppi parlamentari non sono i galoppini della direzione del partito, sono una cosa diversa, soprattutto nel momento in cui il Pd è molto diverso da suoi genitori, ossia Dc e Partito comunista.

D. A cosa puntate?

R. Non ho ambizioni di riconferma, mi era stato chiesto nel 2013 di fare il capolista al senato per il Pd, l'ho fatto. Renzi ha presentato l'Italicum come la legge elettorale che il mondo ci invidia salvo poi scoprire che non era conforme alla Costituzione oltre a essere politicamente sbagliata, come alcuni di noi avevano, inascoltati, sostenuto. Il dovere di testimonianza per me viene prima di tutto.

D. Dopo la testimonianza, se la proposta elettorale del pd resta la stessa siete pronti anche a staccarvi?

R. Ogni giorno ha sua pena. I giudizi e le scelte si prendono sulla base di testi di legge e non di indiscrezioni.

D. Definite il voto anticipato come un salto nel buio per l'Italia.

R. È una delle ragioni del dissenso. I mercati hanno già parlato. Ma è intuitivo. Il voto in autunno significa gettare il paese nell'instabilità, costringerlo all'esercizio provvisorio quando si prospettano aumenti dei tassi, con gli effetti che si possono immaginare sul debito pubblico. È sconcertante.

D. Dal Pd affermano che l'ipotesi di esercizio provvisorio si può aggirare.

R. Le strade per aggirare i problemi non mi piacciono. Le strade giuste sono quelle che risolvono i problemi, il problema è fare una legge di bilancio come Dio comanda. Il Pd deve metterci la faccia, visto che ha governato negli ultimi anni.

D. Si annuncia una manovra pesante.

R. L'Italia è un paese debitore, i debitori per prima cosa devono far fronte ai propri impegni, scadenze e clausole di salvaguardia. La prima scadenza è la legge di bilancio, anticipare le elezioni per non assumersene la responsabilità non è serio.

D. Questa maggioranza ha la forza per fare la manovra?

R. Con il voto proporzionale di cui si discute, alla camera il Pd avrà meno deputati di oggi. E il senato resta un grande rebus.

D. Voi dite no al proporzionale.

R. Ricordo che il Pd ha fatto un congresso dove ha detto mai con il proporzionale.

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