L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 giugno 2017

Byoblu - truffa ad un blog libero

Come stanno derubando questo blog. Serve il vostro aiuto.

Pubblicato 23 giugno 2017 - 17.51 - Da Claudio Messora

In questi 10 anni di onorata attività (giudizio non unanime, come si può intuire), da pensatore libero e da divulgatore indipendente finanziato solo dai suoi lettori, questo blog ne ha subiti tanti di attacchi. Dalle querele alle denunce vere e proprie, dagli attacchi hacker agli oscuramenti, dalle intimidazioni al taglio delle fonti di finanziamento (Youtube in pochi mesi ha tagliato la pubblicità fino a 10/11 volte). Ogni volta, Byoblu è sopravvissuto. Qualche volta senza dire niente a nessuno, qualche volta è bastato scrivere perché tutti i lettori del blog si manifestassero, improvvisamente, come un’onda gigantesca, un’apparizione misteriosa di un’entità superiore e silenziosa, uno scudo invisibile fatto di tutte le persone che hanno appreso tanto, in questi anni. E non è questione di informazioni. Anche quelle, ma più che altro, questo è un posto dove si condividono idee, un approccio alle questioni fondamentali completamente differente rispetto a quello del sistema, vissuto come artefatto, manipolato. Qui ci si sente a casa e si dà espressione al bisogno fondamentale dell’essere umano: stare insieme e condividere valori, emozioni, interrogativi e obiettivi. Questa è la casa di tante persone che trovano conforto nel sapere che non sono soli, che i loro pensieri non sono folli, ma al contrario sono ragionevoli e condivisi da tanti. Qui si resta umani, si lotta per non essere fagocitati dal tritacarne dell’omologazione.

Sono queste le ragioni che spiegano numeri come le oltre 42 milioni di visualizzazioni video, le centinaia di migliaia di iscritti su tutti i network, i milioni e milioni di pagine viste sul blog ogni anno e così via. Forse una goccia nel mare dell’informazione, ma comunque una presenza ben definita e percepibile, come una radiofrequenza a impulsi regolari che arriva da una costellazione lontana, con alle spalle un quasar o una pulsar che racconta una storia diversa sulla vera natura dell’universo e della vita stessa.

Abbiamo bisogno di “storie diverse”, proprio perché ognuno vorrebbe raccontare solo “la sua storia”, quella che piace a lui, e cerca di distruggere tutto il resto in nome di una presunzione: quella di rappresentare il buono, il giusto, il bene, mentre dipinge tutto il resto come il cattivo, lo sbagliato, il male. E così facendo non si rende conto di diventare egli stesso il cattivo, lo sbagliato, il male. E io questo storie diverse non ho mai smesso di cercare di raccontarle, fin dai tempi del terremoto dell’Aquila, passando per l’economia, quando parlare di euro ed Europa era considerato un sacrilegio e io denunciavo Monti, intervistavo Bagnai, vi raccontavo cos’era il MES, passando per la politica, cercando di dare voce ai movimenti che ancora non ne avevano, fino alla comprensione di un fatto: che sia cioé necessario allargare il nostro respiro e ricercare una connessione tra gli individui a un livello superiore, esistenziale. Da qui sono nate le recenti interviste a Mauro Scardovelli, Ilaria Bifarini, Marco Guzzi, e tante altre possono ancora arrivare.

Ma di tutti gli attacchi che potevano essere fatti a un blog libero, senza padroni, uno si sta consumando in maniera tanto ingegnosa quanto efficace. Il progetto di “bruciare i granai” per tagliare le gambe all’informazione indipendente, iniziato con la nuova politica di Google Adsense qualche mese fa, ha trovato il suo gemello ideale in un’attacco diretto alle risorse finanziarie, non limitandosi ad eroderle, ma direttamente derubandole.

Come sapete, per il fatto che siete in molti a sostenerlo, byoblu si regge sulle donazioni. Queste donazioni vengono raccolte attraverso bonifico bancario, Paypal, carta PostePay, bitcoin e anche attraverso carta di credito, grazie al circuito gestito da Stripe. Bene, da qualche mese arrivano su tale circuito una quantità sterminata di microdonazioni, anche centinaia e centinaia in poche ore, spesso dall’importo estremamente ridotto, anche soli 50 centesimi. Tali donazioni provengono da decine, forse centinaia carte di credito clonate, che un algoritmo preleva e tenta di sfruttare generando transazioni ad alta frequenza. La maggior parte di queste transazioni vengono bloccate dal meccanismo di sicurezza di Stripe, ma una minima quantità, comunque per me rilevante, riesce a passare tra le maglie dei parametri valutati.

Perché lo fanno? Sembrerebbe un controsenso: se uno ha un numero elevato di carte di credito clonate, perché prova ad usarle nel circuito di donazioni di un blog? Mi è stato spiegato che i numeri di carta di credito clonati finiscono nelle mani dei card tester: sistemi automatizzati che ne testano la capienza e le soglie di utilizzo, per poi, una volta verificati, destinare le carte ad usi selezionati. Il problema è che i miei donatori sono spesso anonimi, e non è sempre immediato distinguere una donazione autentica da una generata da un card tester. In più, la loro frequenza rende difficile identificarle e rimborsarle. Ma ogni volta che una transazione fraudolenta non viene identificata e rimborsata come frode, viene poi contestata e finisce nel meccanismo della “disputa”. Questo comporta che non solo gli importi vengono rimborsati (questo sarebbe il minimo), ma dal portafoglio vengono dedotte le spese di transazione e viene applicata una commissione a perdere di 15 euro. Moltiplicate 15 euro, più il costo di transazione, per una serie di transazioni sfuggite al controllo, magari di soli 50 centesimi, e avrete un indebitamento netto di migliaia di euro.

Questo è quello che sta dunque accadendo: stanno derubando il blog. Oltre a generare una significativa perdita di tempo, ragione per cui il blog è fermo da qualche giorno. Ho un colloquio continuo con le forze dell’ordine, a cominciare dai carabinieri e dalla polizia postale, per indagare sugli autori della frode e per spiegare – laddove anche i magistrati me lo richiedano come persona informata sui fatti (raramente indagata, perché al di là delle verifiche tecnico-informatiche sugli indirizzi IP degli autori delle frodi, sull’estratto conto dei proprietari delle carta clonate appare in chiaro il mio nome e cognome, insieme al mio numero di telefono, dunque risulta abbastanza irragionevole pensare ad un mio coinvolgimento diverso dal ruolo di vittima).

Insieme ai gestori di Stripe abbiamo implementato tutte le regole di sicurezza per limitare al massimo l’attività dei card tester, ma poiché qualche transazione sfugge ancora al controllo, i trasferimenti in denaro verso il mio conto corrente sono stati temporaneamente sospesi, per non dare luogo ad accrediti automatici che poi evolvono in nuove dispute e in nuove commissioni da pagare, ma gli importi di tali dispute assommano già a qualche migliaio di euro (i conti precisi devono essere ancora fatti, ci vuole tempo), cifra che ovviamente un blog libero e indipendente non può sostenere senza il vostro aiuto.

Se ritenete opportuno conservare questo spazio di libertà, vi chiedo dunque di svolgere un ruolo di editore attivo, e costruire un ombrello contro i danni di questo nuovo, sottile quanto brutale attacco. È importante capire che il circuito di donazione attraverso carta di credito è sicuro e non è stato in alcun modo compromesso: si tratta unicamente di algoritmi che lo usano per testare numeri di carte di credito già clonate, quindi donare via carta di credito è non solo sicuro, ma anche molto importante perché ogni versamento contribuisce ad andare a ripianare il saldo negativo delle dispute accumulate.

Come sempre, trovate qui tutti i modi per contribuire: “tutti i metodi per donare“.

Nei prossimi giorni pubblicherò i rendiconti delle somme ricevute e l’elenco dei donatori (anche solo tramite iniziali), in modo che possiate riconoscervi.

Supereremo anche questa, tutti insieme. Come sempre. E ne usciremo più forti.

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