L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 giugno 2017

Consip - il Lotti resta indagato, miliardi del pubblico gestiti in maniera clientelare mafiosa

SECONDA PARTE
Consip: Renzi, Lotti, Bocchino, Russo sempre indagati e quindi?

Inviato da firenze1 il 25 Giugno, 2017 - 19:09


Caduto il Cda Consip, ora tutti gli indagati di favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio, Luca Lotti, Carlo Russo e Tiziano Renzi compresi, che fanno?

Consip parte seconda
Caduto il Cda Consip, ora tutti gli indagati di favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio, Luca Lotti e Tiziano Renzi compresi, che fanno?

La Mozione che ha fatto dimettere il Cda Consip
Cento giorni per giungere ad una conclusione sul caso Consip: il Ministro Lotti e l'ex ad Consip Luigi Marroni i due uomini che hanno tenuto banco, tutto il Cda Consip quello che per 3 mesi ha cercato di sopravvivere, ma poi è crollato . Lotti accusato da Marroni di essere una “gola profonda”, Marroni da proteggere per evitare che tiri fuori altre rivelazioni. Se il Ministro allo sport avesse ricevuto la sfiducia, il Governo Gentiloni avrebbe avuto conseguenze sull'esecutivo. E' invece passata con 244 si, la mozione Consip del senatore Augello del gruppo Idea, quella mozione che per 3 mesi non è stata calendarizzata e che chiedeva un azzeramento dei vertici Consip.

Il 20 Giugno però, il punto 2 della mozione non viene approvato: non vengono individuate né sospese le gare per le quali gli ex vertici Consip sono stati oggetto di "altre richieste di favori". In più, dato che il Pd non è riuscito a mantenere il Consiglio d'amministrazione in piedi (Ferrara e Ferrigno si dimettono a pochi giorni dal voto della mozione), la decisione del nuovo Cda passa all'esecutivo, quindi al Ministero dell'Economia (Socio unico della Consip) presieduto da Padoan.

Dopo 3 giorni dal voto, si dimette anche Marroni, quello che diceva “non ho intenzione di dimettermi. Se proprio vogliono mandarmi via, mi devono cacciare”. In soldoni, dato che le richieste di favori all'interno Consip non vengono individuate, le gare d'appalto iniziate non sospese, le manovre di Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi, sponsorizzato anche da Lotti ad Emiliano, stanno diventando un ricordo.
Il Governo si è quindi ricompattato sull' Idea (appunto!) che non si può “sospendere gare sulla base di un'inchiesta giornalistica per poi verificare attraverso un'inchiesta amministrativa”.
Quindi, cari giornalisti che avete ricostruito tutte le fasi delle intercettazioni e avete svelato all'Italia chi è Renzi e tutta la sua “serra di gigli magici”, sappiate che non si può sospendere delle gare d'appalto. Il meccanismo va avanti, come quello della giustizia, che ancora vede indagati nell'affare scatenato dall'arresto di Alfredo Romeo,anche Tiziano Renzi, Luca Lotti, Italo Bocchino e Carlo Russo.

Eravamo arrivati che Luigi Marroni dichiara di aver incontrato l'imprenditore Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi, che gli propone di inserire Alfredo Romeo nell'appalto per la più grande facility managment della Consip.
Marroni verrà poi a sapere da Luigi Ferrara, Luca Lotti e dai rappresentanti dell'arma, Del Sette e Emanuele Saltalamacchia, che ci sono cimici nell'ufficio. Non avvertirà la Polizia, ma si preoccuperà di toglierle.
Ora facciamo un breve riassunto di cosa c'entra Marroni, la Consip e Tiziano Renzi.
(Ringraziamo il quotidiano Panorama per il lavoro di trascrizione delle intercettazioni tra i personaggi coinvolti e qui trascritte).
Premettiamo che tutto si svolge nell'estate scorsa.
L'affare con Alfredo Romeo, che vede Tiziano Renzi e Marroni tramite Carlo Russo, concedere l'appalto per la gara più grande d'Europa a Romeo per 609 milioni di euro, si è consumato attendendo il risultato del Referendum di Dicembre, come data che sanciva promesse e accordi maggiori.

Le amicizie di Tiziano e le influenze sulle gare d'appalto

Tiziano Renzi e Carlo Russo
Tiziano Renzi, padrino del figlio di Carlo Russo e grande amico del giovane con cui fanno pellegrinaggi a Medjugorje, è presente con il 33enne toscano come figura “importante” nel favorire Alfredo Romeo per la gara d'appalto Consip, che il Gruppo Romeo vince, appropiandosi di tre lotti per 609 milioni. (Le famose gare d'appalto “non individuate e non sospese”)

Carlo Russo offre l'influenza di Tiziano Renzi ad Alfredo Romeo
Carlo Russo propone all'immobiliarista Alfredo Romeo d'incontrare Tiziano Renzi come garanzia di un possibile contratto con Consip, perché Tiziano conosce Luigi Marroni. Così dirà Russo a Romeo in attesa di un incontro con Tiziano per assicurare a Romeo l'affare Fm4: “Non c’è problema. Pensi, avvocato: dopo che Marroni aveva finito il mandato in Regione, andava a casa di Tiziano a portargli i curriculum! E ci andava tipo ogni settimana “Ma io che faccio? Allora me ne vado? Ma qui, ma là, ma su, ma giù... Era perso!”.

Carlo Russo dice che Tiziano Renzi è d'accordo
Carlo Russo si rivolge a Romeo: “Tiziano mi dice di chiederle, se per lei non è un problema, lui è a disposizione, qualsiasi cosa gli manda un m... Però dice di aspettare dopo il referendum”.

Carlo Russo coinvolge Alfredo Romeo nell'Unità
Dice Russo a Romeo parlando del quotidiano l'Unità: “Se lei riuscisse a fare l’operazione e gli dice a Tiziano: “Scegliamola insieme la persona da metterci dentro”, ecco che lei si è fatto un amico per tutta la vita”.

Carlo Russo informa Lotti
Carlo Russo dirà che il commento di Luca Lotti all'eventuale ingresso di Romeo nell’azionariato dell'Unità fu: “Non ci possiamo permettere che poi mezzo Pd ci attacchi”.

Dichiarazioni di Tiziano Renzi

Tiziano Renzi e Luigi Marroni
Tiziano, il 3 marzo 2016 davanti ai pm di Roma e di Napoli nega di aver conosciuto e frequentato Luigi Marroni, quello che gli ha portato il curriculum a casa, a sentire Russo, nonché Assessore alla Sanità della Regione Toscana, poi chiamato da Matteo Renzi a guidare Consip.

Tiziano dichiara di aver visto Marroni solo quando “Volevo fare mettere, tramite l’associazione Il Cirineo, una statua della Madonna di Medjugorie, di cui sono molto devoto, davanti all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Mi ha detto che la statua non si poteva mettere per una questione di rispetto delle altre religioni”.

Tiziano Renzi ed i rapporti con Alfredo Romeo
Emanuele Saltalamacchia, alla guida della legione Toscana dell’Arma, a fine ottobre 2016, durante una grigliata tra amici a casa di Tiziano Renzi, avrebbe dato un consiglio preciso al “babbo”: “Non parlare con Alfredo Romeo”.
Il commercialista Alfredo Mazzei, storico esponente del Pd di Napoli, riferisce di un pranzo o una cena tra Alfredo Romeo, Tiziano Renzi e Carlo Russo, dichiarando: “Romeo mi disse che era rimasto molto colpito da quell’incontro per la spregiudicatezza dei suoi interlocutori”.
L'immobiliarista napoletano Alfredo Romeo ha donato 60 mila euro alla fondazione Open, che raccoglie fondi per conto di Renzi, fatta nel 2012 da Romeo tramite una società di famiglia: la Isvafim.

Tiziano Renzi nega i rapporti con Alfreo Romeo
Tiziano Renzi smentisce l'occasione d'incontro citato da Alfredo Mazzei: “Mai fatto cene segrete in vita mia. Non ho nulla da nascondere”.
Tiziano Renzi dichiara ai magistrati: “Non conosco Romeo e non ha mai fatto alcuna pressione su di lui”. Anche i legali dell’imprenditore, che s’è avvalso della facoltà di non rispondere, confermano.
C'è poi agli atti un’intercettazione tra Romeo e Italo Bocchino, suo collaboratore e pure lui indagato per traffico illecito di influenze, dove viene detto: “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato...”.
Questa frase farà accusare il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto di falso, perché l'avrebbe attribuita a Romeo per depistare e confermare un incontro tra Renzi e l'immobiliarista Romeo.

Conclusioni
Alfredo Romeo è indagato per corruzione
Luca Lotti, Emanuele Saltalamacchia, Italo Bocchino, Tiziano Renzi e Carlo Russo sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento.

I giornalisti aspettano, se non altro per dovere di cronaca anche se le loro indagini non hanno potere.
di CLAUDIA RIGACCI

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