L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 giugno 2017

Diego Fusaro - se il popolo non vota quello che l'èlite ha già deciso il risultato verrà sempre messo in discussione in un modo o nell'altro

Diego Fusaro ha la prova: "Europa è supermercato: da Macron excusatio non petita"

23 giugno 2017 ore 16:45, intelligo

Per Macron l'Europa ora "è un destino comune, non un supermercato". Il primo confronto del presidente francese con i giornalisti dopo la vittoria alle elezioni è sulla nuova Ue che protegge, quasi a scrollarsi di dosso quell'accusa di essere troppo liberale e recuperando l'aspetto sociale. Ma è così? IntelligoNews ne ha parlato con Diego Fusaro. 

Sulla Brexit Juncker non molla e dice che le condizioni di May non sono sufficienti. Si stringe il laccio...


"E' del tutto evidente che si sta profetizzando quanto avevamo profetizzato già da tempo. Cioè il fatto che se vince la democrazia con scelta del popolo l'élite dominante mondialista straccia i risultati come con la Grecia di Tsipras nel 2015. Ha vinto la Brexit, ma non lasceranno che si concretizzi perché la democrazia oggi è tollerata fintanto che riconferma le scelte prese in maniera non democratica dell'élite".

Macron dice Europa non sarà supermercato: ci crede? 
"Macron è un prodotto in vitro di quell'élite stessa che sta riducendo l'Europa un supermercato dove i diritti diventano merci acquistabili per chi ha l'equivalente monetario corrispondente. Dunque è una frase del tutto fuori ogni contesto e di più, con il lessico dell'antico Cicerone, potremmo dire tranquillamente che è un excusatio non petita".

La nuova parola chiave di Macron è 'Europa che protegge': ma la vera faccia dell'UE è Juncker?
"Macron dice 'Europa che protegge'. Noi dovremmo dire forse, dal punto di vista del popolo e non dell'élite, 'dobbiamo proteggerci dall'Europa'. Paradossalmente l'Europa sostiene le caste e il capitale europeo contro il popolo e le classi lavoratrici, per questo bisogna proteggersi dall'Europa la quale tutela solo i dominanti. Dietro il nobile e altisonante nome di Europa sta solo scritto il volto mefistofelico del capitale finanziario secondo quanto profetizzato addirittura da Lenin, contrario già a suo tempo all'Unione Europea, o come egli la chiamava gli "Stati Uniti d'Europa".

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