L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 giugno 2017

Edward Luttwak - il consiglio è invadere la Libia


LUTTWAK A NOTIZIE GEOPOLITICHE, ‘VOI ITALIANI DOVETE INVADERE LA LIBIA!’

12 giugno 2017
a cura di Marco Pugliese –


Abbiamo raggiunto telefonicamente Edward Luttwak, analista militare, economista e politologo; dal 2004 è consulente del Centro Internazionale per gli Studi Strategici di Washington. E’ inoltre consulente del ministero della Difesa, il National Security Council, e del Dipartimento di Stato statunitense. È membro del National Security Study Group del Dipartimento della Difesa e opera presso il ministero del Tesoro, più precisamente dell’Istituto delle Politiche Fiscali e Monetarie. È membro della Fondazione Italia-Usa.
Con lui abbiamo parlato della crisi libica.

– Luttwak, in due parole: che tipo di approccio deve avere l’Italia con la Libia?
“Approccio? No, l’Italia deve invadere la Libia, dovrebbe farlo domani, cosa aspettate?”.

– Ma professore, invadere con la forza?
“E con cosa altrimenti? Avete le divisioni corazzate? Usatele! Perchè le tenete nelle caserme? Lasciateci i generali sopra i 55 anni…il resto in Libia”.

– Professore ma sarebbe aggressione ad uno stato straniero…
“A quale dei tanti stati? La Libia è una costellazione di tribù, mi spiace che gli sforzi del vostro Minniti siano vani. Inutile perifrasare: ci vogliono militari che gestiscano il territorio, pesantemente armati”.

– Quanti uomini per una missione del genere?
“Tutti quelli che avete, per voi italiani la Libia è il perno della vostra economia, troppo vicina per lasciarla in balia di bande. I libici, come i somali, difficilmente riusciranno a gestirsi senza la guida occidentale”.

– Ma gli italiani ?
“Fossi italiano non pagherei più un centesimo di tasse… spendere i miei soldi per l’interesse nazionale altrui? Ma in quale altro paese del mondo va cosi? Mi dica…”.

– E l’accoglienza? Non possiamo far morire le persone in mare, conviene?
“Accoglienza? Ma se perfino paesi terzi come la Turchia salvano vite e poi le portano sulle vostre rive, anzi peggio, le consegnano alle vostre forze di marina. Loro prendono i premi umanitari in patria ed a voi cosa rimane? Un costo enorme per gestire il tutto”.

– E con le Ong?
“Con le Ong non si deve trattare, non sono stati sovrani. In questo momento vi stanno facendo un favore? Assolutamente no, avete tutto da perderci. Se vogliono aiutare distribuiscano i migranti in tutta l’ Europa mediterranea. Vi rendete conto che hanno base da voi? Che fanno staffetta tra voi e le coste libiche?”.

– Torniamo alla missione.
“La missione deve essere tradizionale, invasione e presidio. Occupazione di tutte le zone strategiche, dalle infrastrutture ai poli industriali. Avete un esercito in grado di sostenere questo genere d’operazioni, questa volta con la furbizia diplomatica non si va da nessuna parte. La Libia in questo stato per l’Italia è una voragine economica, aspettate che siano gli egiziani ad invadere il territorio libico? A quel punto sarete tagliati fuori e pagherete carissima la vostra inazione”.

– Tuttavia intervenire comporta rischi in termini umani, altissimi…
“Si è vero, ma i militari servono a preservare gli interessi nazionali o altrimenti a cosa vi serve l’esercito?”.

Con questa domanda, a cui è complesso dare risposte, ci congediamo da Luttwak che ripropone per la questione libica l’uso della forza convenzionale. L’analista sicuramente, nel suo estremo pragmatismo, ci ricorda l’evidente immobilismo italiano degli ultimi tre anni.

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