L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 giugno 2017

Elezioni Gran Bretagna - i giovani vogliono e hanno la capacità di sognare, meno legati a schematismi inadeguati per affrontare una crisi economica e di valori voluta e data dal Globalismo Finanziario

Sanders: l’affermazione di Corbyn nel Regno Unito dimostra che il mondo si sta ribellando all’austerity e alla disuguaglianza

11.06.2017 - Pressenza London

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo

(Foto di https://www.facebook.com/JeremyCorbynMP/?fref=ts)



Rispondendo ai risultati delle elezioni nel Regno Unito, che i commentatori hanno già definito lo sconvolgimento politico del secolo e un vero e proprio boomerang per il Primo Ministro Theresa May, il Senatore del Vermont Bernie Sanders giovedì si è congratulato con il leader laburista Jeremy Corbyn e con il popolo britannico per essersi “ribellati contro l’austerity e gli enormi livelli di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza.”

“La globalizzazione ha lasciato indietro troppa gente. Si sta combattendo dovunque la stessa battaglia. Nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in tutto il mondo la gente vuole governi che rappresentino tutti, non solo l’1%. Mi congratulo con Jeremy Corbyn per aver condotto una campagna positiva ed efficace” ha concluso Sanders.

L’affermazione di Corbyn – culminata in 31 seggi in più e un Parlamento senza maggioranza – ricorda in molti sensi la “rivoluzione” di Sanders e la minaccia da essa posta alla “classe dei miliardari” e a un sistema politico finanziato dalle grandi aziende. Durante un recente giro di conferenze nel Regno Unito Sanders stesso ha paragonato le loro campagne e lodato la disponibilità del leader laburista a “parlare di temi di classe.”

“Questi problemi non esistono solo negli Stati Uniti,” ha osservato Sanders. “In tutto il mondo i lavoratori vedono peggiorare il loro livello di vita. Il libero mercato senza vincoli ha permesso alla multinazionali di accumulare enormi profitti, rendendo i ricchi ancora più ricchi, mentre i lavoratori vengono trascinati verso il basso.”

Corbyn ha utilizzato un messaggio simile. Sotto la sua leadership, quest’anno il Partito Laburista ha pubblicato uno dei manifesti più a sinistra della sua storia, adottando uno slogan che i sostenitori di Sanders hanno senza dubbio riconosciuto: “Per i molti, non i pochi.”

Non c’è da stupirsi, dunque, se degli elettori britannici hanno indossato magliette con il viso di Sanders mentre votavano per i laburisti.

Scrivendo per Common Dreams, Peter Bloom ha sostenuto che le campagne di Sanders e Corbyn hanno sfruttato con successo forze simili, mostrando l’inizio di una nuova linea politica dominante. “La forte campagna di Corbyn non è una cosa da poco” ha concluso Bloom. “Storicamente ha cambiato il dibattito pubblico su temi importanti come l’economia e la politica estera. Ha anche dimostrato che un programma davvero progressista, lungi da essere suicida, può ottenere potenzialmente una grande popolarità.”

Per molti la notevole rimonta realizzata da Corbyn nelle ultime settimane e il suo risultato in elezioni considerate prematuramente un’opportunità per una vittoria schiacciante dei conservatori forniscono un chiaro indicatore della possibilità di un populismo di sinistra e di un evidente desiderio di un cambiamento radicale.

I sondaggisti e gli analisti – perfino quelli che hanno documentato per settimane la rapida crescita di Corbyn nei sondaggi – sono stati colti di sorpresa dai risultati.

“Nessun politico di sinistra è stato accusato tanto spesso di essere ineleggibile – nemmeno Sanders,” ha scritto Dave Weigel sul Washington Post. “Per tutta la notte delle elezioni la BBC e altri media critici nei confronti di Corbyn si sono meravigliati dell’avanzata laburista.”

In un trionfante raduno giovedì Corbyn ha dichiarato che il successo del suo partito preannuncia un terremoto nella scena politica britannica. “La politica è cambiata e non tornerà indietro” ha osservato mentre arrivavano i risultati. “La gente ha detto che ne aveva abbastanza delle politiche di austerity.”

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

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