L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 giugno 2017

Il Partito dei Giudici che protegge Matteo Renzi, lo zombi che cammina

SPESE FOLLI E SESSO A PALAZZO VECCHIO

L'avvocato Taormina contro Renzi: "Prima o poi lo porterò in tribunale"

Inviato da pescara1 il 9 Giugno, 2017 - 18:04
di GIANFRANCO MARROCCHI

Matteo Renzi

Il prof. Taormina non demorde e aspetta Renzi per metterlo spalle al muro ed avere delle risposte che aspetta da troppo tempo.
La Cassazione, a suo tempo, disse "NO" alla richiesta dell’avvocato Carlo Taormina di trasferire da Firenze a Genova, per ovvi motivi di opportunità, il processo relativo ai presunti sprechi di denaro pubblico denunciati mesi addietro da Alessandro Maiorano, ex dipendente del Comune di Firenze, che, carte alla mano, accusò l'allora Premier Matteo Renzi di aver usato denaro pubblico per fini personali, ai tempi in cui era stato, in tempi diversi, sia Presidente della Provincia di Firenze sia Sindaco di Firenze. E proprio per queste accuse, poi archiviate dai magistrati competenti, perchè ritenute infondate, Alessandro Maiorano avrebbe dovuto e dovrebbe difendersi nelle aule dei tribunali, ma fino ad ora tutte le udienze, fissate a tal proposito, sono saltate per molteplici motivi, non ultimo l'assenza in aula proprio di Matteo Renzi, che molti giudicavano e giudicano opportuna, in quanto denunciante. Ma Matteo Renzi, a detta di Alessandro Maiorano, "fugge per non dover rispondere, nelle aule di giustizia, alle opportune domande che l'avvocato Carlo Taormina si ripromette da tempo di fargli, ed alle quali Renzi dovrebbe, per dovere morale, dare risposta, visto che io l'ho accusato, con documenti da me e da Taormina ritenuti inoppugnabili, di aver dilapidato denaro pubblico per oltre 31 milioni di euro". "Accuse", prosegue Maiorano, "da lui però mai sconfessate ufficialmente, se non con varie azioni legali scatenate nei miei confronti, che però, nelle aule di giustizia dove si dovrà per forza di cose dibattere, aprono alla possibilità, da parte dell'avvocato Taormina, di poter controbattere a Renzi con una serie di domande più che pertinenti, che meriterebbero da parte dell'ex Premier, leader del PD, una risposta seria, quella che i tutti cittadini onesti si attendono da tempo". E delle accuse formulate da Maiorano a Renzi, se ne occuparono mesi addietro, oltre che i maggiori mass-media nazionali ed internazionali, anche "Le Iene", che avrebbero dovuto mandare in onda un sevizio in merito alle presunte "spese folli" di Renzi, che però venne inspiegabilmente bloccato, tanto da sollevare il risentimento anche di Giuseppe Cruciani, noto conduttore de "La Zanzara", seguitissima trasmissione radiofonica di "Radio 24", che, indignato, chiese conto in diretta della mancata messa in onda, su Mediaset, del servizio sugli "scontrini" di Renzi, forniti proprio da Maiorano ai magistrati per documentare le sue pesanti accuse nei confronti dell'allora Premier. Una richiesta indignata, quella di Giuseppe Cruciani, che però non ebbe risposta ne' da parte dei vertici di Mediaset ne' da parte dei responsabili della trasmissione televisiva "Le Iene". Molte sono le domande che l'avvocato Carlo Taormina ha in previsione di formulare all'ex Premier Matteo Renzi, se mai questi si presenterà in una delle numerose udienze previste per i vari processi intentati nei confronti di Alessandro Maiorano, che non riguardano solo il presunto spreco di denaro pubblico per fini personali, ma anche un presunto giro di escorts a "Palazzo Vecchio", sede del Comune di Firenze, che pare sia venuto alla luce grazie a delle intercettazioni effettuate dalla Guardia di Finanza, su varie linee telefoniche della sede del municipio fiorentino, mirate ad accertare presunti casi di assenteismo dei dipendenti comunali, rivelatesi poi, per i risvolti che sembra abbiano avuto, una vera bomba atomica, sia a livello giudiziario sia a livello mediatico. Indagini ed intercettazioni che sembra abbiano rivelato che un funzionario del Comune faceva sesso in ufficio in orario di lavoro, ed anche che un assessore dell'allora Giunta Renzi aveva concesso una casa di una cooperativa ad una nota escort, tanto che di tale presunto scandalo se ne occupò a suo tempo anche la giornalista Barbara Laurenzi, che scrisse vari articoli riguardanti il presunto giro di escorts a Palazzo Vecchio, a dimostrazione che le voci a tal proposito giravano insistentemente. Noi non sappiamo quanto ci sia di vero e documentato in tali voci e nelle vicende giudiziarie che vedono contrapposti Alessandro Maiorano e Matteo Renzi, ma l'avvocato Carlo Taormina vuole vedere a tutti i costi la verità e non demorde, così come non demorde anche il duro e scontroso Alessandro Maiorano (che molte voci indicano come un collaboratore dei "servizi"), balzato più volte alle cronache per le sue battaglie contro il malcostume ed il malaffare della politica, ed anche, in questi ultimi mesi, per aver denunciato presunte illegalità della senatrice del PD Stefania Pezzopane e del suo fidanzato Simone Coccia Colaiuta, che secondo le pesanti accuse rivoltegli dalla Procura della Repubblica di L'Aquila (supportate da intercettazioni della Digos effettuate nell'ambito di una indagine per presunti tentativi d'estorsione in ambito politico), stava per mettere in atto, in complicità con il suo agente Ivan Giampietro e con una per ora ignota "STEFANIA", un tentativo di truffa proprio ai danni di Alessandro Maiorano.

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