L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 giugno 2017

Il Qatar non è isolato, ha un'accordo di ferro con la Turchia, è sostenuta da tutta la rete della Fratellanza Musulmana dispiegata in Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e a Tripoli

IL QATAR ISOLATO. PREPARAZIONE DELLA GUERRA ALL’IRAN?

Maurizio Blondet 5 giugno 2017 

Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Yemen (a cui si sono poi aggiunti il governo della Libia orientale e le Maldive) hanno rotto i rapporti con il Qatar. Un’accelerazione della crisi il cui senso complessivo è chiaro: lanciare gli stati petroliferi sunniti alla guerra contro l’avversario principale rimasto ad Israele, l’Iran sciita.

Il Qatar, con la sua Al Jazeera e i suoi immani fondi di primo esportatore mondiale di greggio, era un ostacolo. E’ il solo staterello dell’area che mantiene rapporti diplomatici con Teheran (ed anche coi Talebani, che hanno lì la loro unica sede diplomatica). Inoltre il suo emiro Al Thani ha sostenuto e sostiene i Fratelli Musulmani: era la linea di Obama, ora radicalmente cambiata. Si capisce meglio cosa è andato a fare Trump al vertice di Ryad: la famosa NATO araba per debellare l’Iran. Una mossa a sorpresa, probabilmente anche per Teheran, la quale sperava in una normalizzazione dei rapporti con l’Occidente e nella fine delle sanzioni (aveva già ordinato un centinaio di Airbus e un’ottantina di Boeing: non si farà).

“Si dice che forti legami si sono formati tra Jared Kushner, il genero e consigliere di Trump, e il principe Mohamed bin Salman in Arabia Saudita “, ha scritto il Washington Post: il principe Salman “l’impulsivo”, non poteva trovare anima gemella migliore dell’impulsivo giovane ebreo. Sono loro al comando.

D’altra parte, “gli uomini-chiave nell’amministrazione Trump, come il segretario alla Difesa James Mattis e il direttore della CIA Mike Pompeo, sull’Iran, hanno idee indistinguibili da quelle di Riyadh”.

Il Qatar riceve metà del cibo che consuma dall’Arabia Saudita attraverso la sua unica frontiera di terra: 600-800 camion al giorno che non passano più. Quindi, non può resistere molto. A meno che l’Iran non subentri a rifornirlo (cosa non so quanto probabile, data la prudenza della Guida), fra poche ore vedremo un cambio di regime e un putsch con la scomparsa dell’emiro attuale, sostituito da un fantoccio saudita.

La Casa saudita accusa il Qatar di sostenere i terroristi; che è come se Al Capone avesse accusato Meyer Lansky (il capo della mafia ebraica) di gestire il crimine organizzato. Notoriamente, i sauditi e il Qatar sostengono, finanziano ed armano il terrorismo islamista in Siria, Irak, Libia ed altrove. Ma beninteso, adesso per “terrorismo islamico” si dovrà intendere esclusivamente le formazioni che l’Iran sostiene, da Hezbollah ad siriani di Assad agli Houti nello Yemen, insomma i patrioti che si difendono dai terroristi e mercenari wahabiti al captagon (a proposito: la droga che rende ferocissimi i takfiri è fabbricata “in un laboratorio della NATO n Bulgaria, ha rivelato il Courrier International) .


L’accusa che l’Iran diffonde il terrorismo islamico nel mondo ha la stessa credibilità dell’accusa, levata a suo tempo da Usa e Israel, che Saddam Hussein era amico e complice di Osama bin Laden e di Al Qaeda. E tuttavia, il fatto che l’accusa non fosse credibile non ha trattenuto i neocon al potere allora di lanciare gli Usa ad invadere e destabilizzare l’Irak, nella “lunga guerra al terrorismo globale”, che ha dissanguato e frammentato il paese un tempo prospero. E’ probabile che ora la cosa si ripeta contro l’Iran?

Cosa certa è che una organizzazione della lobby ebraica a Washington, la “Foundation for the Defense of Democracy” (sic), ha condotto da mesi la campagna di veleni contro il Qatar, coordinando le lobby saudite e degli Emirati Arabi Uniti (UAE) nella stessa operazione. Oltre la lobby ebraica, non bisogna mai dimenticare che la lobby saudita è quasi altrettanto potente presso i senatori, perché sgancia le più ragguardevoli donazioni.

Mark Dubowitz, il direttore della sopra citata fondazione ebraica, in una lettera (che è stata intercettata) elenca all’ambasciatore della UAE una lista di “aziende non US che vogliono investire in Iran: è una lista-bersaglio, per mettere queste compagnie di fronte a una scelta”. Fra queste, ci sono la Airbus e la russa Lukoil.


In pratica i wahabiti e i sionisti operano come un cuore solo per indurre la Superpotenza a fare, o almeno a sostenere, una guerra all’Iran combattuta con terroristi islamisti. Del resto Usa e Sauditi hanno premuto insieme, al vertice di Riyad, per la stesura di un documento che dichiarasse l’Iran “sostenitore di terroristi”, e il Qatar si è rifiutato di firmarlo, decretando da quel momento la sua rovina.


Fatto singolare, questo è avvenuto durante una strane e inspiegabile cerimonia, dove il re saudita ha fatto giurare Trump e l’egiziano Al Sisi su una sfera luminosa, subito interpretata come una “death star”. Ancor più singolare, nel celebre comic della famiglia Simpson, questa scena appare appesa alla parete della casa di Trump….Il solito strano caso di preveggenza.


La Turchia ha un trattato di vera e propria alleanza col Qatar, secondo cui Ankara ha promesso il suo sostegno se l’emirato di Al JAzeera viene aggredito; seicento soldati turchi vi sono stanziati, i una base militare turca – anzi si sono sempre coordinati nel sostegno ad Al Qaeda in Siria. Il punto è che Ankara è stata del tutto silenziosa in questo ultimo sviluppo, Erdogan è della partita.

Anche le forze armate americane sono massicciamente presenti: la base aerea di Al Udeid è la più grossa base Usa nel Medio Oriente, ed è anche il quartier generale avanzato dello US Central Command, i cui circa diecimila uomini dicono di combattere l’ISIS – anche se massacrano soprattutto civili siriani e iracheni, ovviamente per sbaglio. La Quinta Flotta staziona nelle vicinanze, in BAhrein – dove la persecuzione della minoranza sciita è ogni giorno più feroce; droni sorvolano la portaerei G.W. Bush, rendendo nervosi gli ammiragli. L’offensiva all’Iran potrebbe esplodere da un momento all’altro anche per un incidente fra la squadra navale americana e i barchini degli iraniani in questo stretto braccio di mare..

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