L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 15 giugno 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - e i Politicamente Corretti del corrotto Pd con i suoi servi strillano istericamente, fake news rendendosi sempre più ridicoli

L'ULTIMO MARXIANO

Su Kalergi: non è fake news, ma citazione testuale

Diego Fusaro risponde alle critiche mosse al suo commento Kalergi lo sapeva: stanno sostituendo i popoli europei coi migranti.
DIEGO FUSARO
14 giugno 2017

L'ULTIMO MARXIANO
Kalergi lo sapeva: stanno sostituendo i popoli europei coi migranti


Nessuna nuova. Tutto come da copione. Il mio pezzo sulle tesi del signor Kalergi ha scatenato un vespaio. Ovviamente, nel tempo del ministero della Verità di orwelliana memoria, non v'è spazio per la libera discussione socratica, ma solo per la diffamazione inquisitoriale, il silenziamento a colpi di insulti e, dulcis in fundo, la squalifica con la sempre verde categoria di fake news.

HO RIPORTATO CITAZIONI ALLA LETTERA. Fake news - l'abbiamo oramai inteso - è il sintagma che la neolingua oggi impiega per delegittimare in forma apriorica ogni proposizione che non sia coerente con il dominante ordine simbolico, a sua volta superstrutturalmente glorificante l'ordine reale e i concretissimi (concreti quanto asimmetrici) rapporti di forza. E così è accaduto: le mie riflessioni sono state silenziate e diffamate come fake news. E poco importa che il sottoscritto abbia riportato alla lettera passi, con tanto di tedesco originale, del saggio Praktischer Idealismus di Kalergi: Paneuropa Verlag, 1925, p. 22.

IL PUNTO È L'INTERPRETAZIONE. La pratica del bianco-nero orwelliano (ossia della negazione palese della più elementare verità fattuale) è ormai all'ordine del giorno. In effetti, occorrerebbe chiedersi chi, nel diagramma dei rapporti di forza, ha la forza e l'autorità per decidere cosa sia fake news e cosa invece sia verità. Perché mai dovrebbe essere fake news una citazione testuale? Al massimo, si potrebbe discutere della interpretazione da darne: chi, ad esempio, estraesse dai Quaderni neri di Heidegger frasi con palese antisemitismo non potrebbe essere tacciato di fake news. Si potrebbe, al massimo, discutere di come collocarle nel testo heideggeriano, di quale peso abbiano nella complessiva filosofia di Heidegger e così via. Ma quelle citazioni restano e non possono essere oscurate come fake news. Sarebbe una falsità inammissibile.

La libera ermeneutica socratica è il fondamento dell'etica del discorso (Habermas) e della stessa democrazia come governo centrato sul libero dibattito argomentativo. Nel caso del mio articolo, sta ai critici l'onere della dimostrazione che è una fake news. La stessa La7, tra gli altri, ha dato spazio alle posizioni di Kalergi. Dobbiamo forse chiamare fake news tutto ciò che non ci piace o che semplicemente vorremmo che fosse falso o non esistesse? Addirittura v'è chi, per silenziarmi con l'accusa di fake news, ha agitato lo spauracchio di presunte tesi filonaziste che avrei evocato: curioso davvero che sia criticato come filonazista chi denuncia le deportazioni di massa degli esseri umani, quando forse dovrebbe più propriamente essere criticato come filonazista chi le difende a spada tratta.

IL NEMICO È IL CAPITALE E CHI LO DIFENDE. La mia tesi è nota: il nemico non è chi fugge, ma chi costringe a fuggire; non è chi è disperato, ma chi getta i popoli nella disperazione; non sono i migranti, ma chi li deporta e li sfrutta, creando abbassamento salariale, sfruttamento, traffici umani, perdita di coscienza di classe. Il nemico è il capitale. E, ovviamente, chi lo difende, difendendo i processi di deportazione di massa chiamati oggi migrazioni dalla neolingua politicamente corretta. Il capitale aspira a sostituire i popoli europei ancora avvezzi alla coscienza di classe, al sistema welfaristico e a condizioni di vita decenti, frutto dei conflitti di classe, con un popolo di migranti senza radici, disposti a tutto pur di sopravvivere. È una tesi: può essere discussa argomentativamente. Non offendete la vostra intelligenza dicendo che è una fake news.

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