L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 giugno 2017

Immigrazione di Rimpiazzo e il corrotto PD che con l'accoglienza diffusa, insieme a quei buffoni del M5S, tradiscono l'Italia portando gli immigrati dovunque


Kalergi lo sapeva: stanno sostituendo i popoli europei coi migranti

Il Capitale deporta dall’Africa schiavi senza coscienza di classe per disfarsi dei cittadini radicati e protetti dai diritti. Mentre l'ideologia gender e il nuovo mito omosessualista distruggono la nostra procreazione.

13 giugno 2017

Ormai dovremmo averlo appreso. La “furia del dileguare” del cattivo infinito capitalistico mira a sostituire la popolazione stabile e protetta da diritti, radicata nel proprio territorio e nella propria storia, con un’immensa massa di nuovi schiavi nomadi e precari, che non hanno più storia ma solo geografia e che figurano come puri atomi al servizio dell’accumulazione flessibile, sempre pronti a essere sottoposti, come tutte le altre merci, ai processi di delocalizzazione di cui beneficia sempre e solo l’aristocrazia finanziaria.

EUROPA IN CALO DEMOGRAFICO. Da un lato l’integralismo economico favorisce, con metodi che sono tutto fuorché idillici, processi di immigrazione di massa. E, dall’altro, abbatte la crescita demografica nei Paesi occidentali, i cui cittadini non sono ancora integralmente ridotti al rango di migranti. Le aspettative decrescenti e la rassegnazione depressiva, ma poi anche la disgiunzione della sessualità dalla sua funzione procreativa (libertinismo edonistico, ideologia gender, disgregazione della vita etica familiare, elogio mediatico permanente di tutte le figure erotiche altre rispetto all’eterosessualità), secondo un principio in parte già teorizzato da Malthus nel suo An Essay on the Principle of Population (1798), determinano il calo demografico che sta investendo, nel nuovo millennio, il continente europeo.

ARRIVA UNA MASSA INDISTINTA. Un calo che procede di conserva con la sostituzione programmata della popolazione europea con il nuovo esercito industriale di riserva dei migranti provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo. Sembra così realizzarsi, mutatis mutandis, il perverso disegno del conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, espresso nel suo Praktischer Idealismus (1925) con l’idea, a beneficio dei dominanti del tempo, di una sostituzione di massa dei popoli nazionali d’Europa con una massa seriale e indistinta, post identitaria e post nazionale di schiavi ideali, migranti e sradicati, gregge multietnico senza qualità e senza coscienza.

L’uomo del lontano futuro sarà di sangue misto (Mischling). La razza futura (Zukunftsrasse) eurasiatica-negroide, simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli con la molteplicità degli individuiIL CONTE RICHARD NIKOLAUS COUDENHOVE-KALERGI

Per un verso, l’ideologia gender disgiunge la sessualità dalla funzione procreativa e contrabbanda il nuovo mito omosessualista, transgenderista e post familiare come paradigma glamour per le masse precarizzate e indotte all’abbandono del modello familiare borghese e proletario mediante riti di normalizzazione post moderna (gay pride, sfilate arcobaleno, Pussy Riot). Per un altro verso, l’immigrazione di massa voluta dai signori apolidi del capitale deporta in Europa masse di nuovi schiavi disposti a tutto pur di esistere e privi di coscienza di classe e di memoria dei diritti sociali.

MEMORIA STORICA SPAZZATA VIA. La popolazione europea è, così, sottoposta a un pressante calo demografico e, insieme, è sempre più massicciamente sostituita dalle nuove masse migranti provenienti dall’Africa. In luogo dei popoli radicati e con memoria storica, con identità culturale e con coscienza mnestica dei conflitti di classe e delle conquiste sociali, prende forma una massa di schiavi post identitari umiliati, strutturalmente instabili, servili e sfruttabili senza impedimenti e a ogni condizione.

E LA CHIAMANO "ACCOGLIENZA". Da una diversa prospettiva, mediante le pratiche della deportazione di massa che la neolingua ha scelto di chiamare “accoglienza” e “integrazione”, il Capitale deporta dall’Africa migliaia di nuovi schiavi disposti a tutto e pronti a essere sfruttati illimitatamente, il “materiale umano” ideale per le nuove pratiche dello sfruttamento neofeudale. E, con movimento simmetrico, aspira a sostituire con questi nuovi schiavi il vecchio popolo europeo, composto da individui ancora troppo avvezzi ai diritti sociali, alla dignità del lavoro, alla coscienza di classe, alle conquiste salariali: in una parola, ancora memori del precedente assetto borghese e proletario del capitalismo non del tutto finanziarizzato.

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