L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 giugno 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - la comunità di Lampedusa fa tana a Soros che fortemente vuole destabilizzare l'Italia con l'avallo del corrotto Pd

Comunali 2017, Giusi Nicolini perde Lampedusa: effetto Soros (e Renzi?)

12 giugno 2017 ore 15:51, Luca Lippi

Clamoroso a Lampedusa, contro ogni pronostico Giusi Nicolini non entra neanche al ballottaggio. In testa ci sarebbe Totò Martello, seguito da Filippo Mannino; solo dopo lei e infine Angela Maraventano (Noi con Salvini). Clamorosa esclusione perchè Giusi Nicolini è appena stata sotto i riflettori per avere ricevuto un ambito riconoscimento dall’Unesco.
La giuria del Premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell'Unesco ha attribuito il prestigioso riconoscimento alla sindaca di Lampedusa Giuseppina Nicolini. "Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati e della loro integrazione dopo l'arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia", si legge nelle motivazioni. E a sottolineare l’evento il presidente del consiglio Gentiloni twittava così: “#Unesco assegna suo premio per la pace a @giusi_nicolini da anni impegnata dalla parte giusta a #Lampedusa”.


In sostanza, nonostante i riconoscimenti e gli autorevoli sostegni, non possiamo ignorare che la Nicolini è appena entrata nella segreteria Pd, fortemente voluta da Matteo Renzi. Questo in qualche modo fa emergere il distacco che c’è tra la gente comune e la politica, e che forse tutte le manifestazioni di giubilo e di appartenenza che spesso vengono mostrate dai media, pi nel segreto delle urne si trasformano in rabbia e livore.
In pratica Giusi Nicolini allo stato dell’arte è più apprezzata fuori che nella sua isola. Le ragioni dell’accoglienza si incontrano e scontrano con le esigenze degli isolani che rivendicano una vita “normale” e con le diverse opinioni sulle politiche adottate dai rappresentanti italiani ed europei.
Il sindaco paga anche le accuse circa presunti accordi 'segreti' con il magnate Soros: “Non lo conosco, abbiamo solo siglato una convenzione con una sua Onlus, Open society, che intende realizzare, attraverso un professionista, una serie di progetti per Lampedusa come i Mondiali giovanili di Vela del 2018”. Per altri la “Open society” di George Soros piazza la bandierina al centro del Mediterraneo e punta a diventare la struttura protagonista per le gestione delle politiche migratorie che passano da e per Lampedusa. La fondazione creata dal miliardario statunitense di origini ungherese ha presentato, alla fine di luglio 2014, un documento per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’ amministrazione comunale dell’isola, guidata da Giusy Nicolini. Il progetto sarebbe stato approvato dal comune alla fine di agosto ed ora gli uffici comunali si accingerebbero a definire i punti di una collaborazione che legherà, almeno in una prima fase, l’isola di Lampedusa alla Open Society. 
In che cosa consiste questo accordo per Lampedusa? Per l’organizzazione di Soros, Lampedusa rappresenta un “alleato per il raggiungimento di obiettivi come la lotta alla discriminazioni razziali e la diffusione dell’accoglienza”. Per questa ragione, lo staff europeo del mecenate statunitense ha deciso di “contribuire al potenziamento delle capacità esecutive del Comune di Lampedusa, favorendo così la popolazione ed i suoi ospiti”. 
Il sindaco Nicolini lo ha deciso perché, come si legge nel documento che ratifica l’alleanza con la ong internazionale, “il comune di Lampedusa opera in uno stato emergenziale cronico e l’impegno per nuove opportunità di sviluppo del territorio necessiteranno di forza lavoro e competenze da affiancare all’attuale staff”. In pratica, con le sole forze interne all’amministrazione, le attività collegate all’accoglienza sarebbero prossime al collasso.
Ma non finisce qui, mentre Soros ha incitato e ottenuto la sua ‘isola dei migranti’, Giusi Nicolini è stata duramente contrastata dai suoi stessi concittadini oltre che da coloro che oggi le hanno sfilato da sotto la poltrona di sindaco.

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