L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 giugno 2017

Iran - è nella logica delle cose che i mandanti sono gli Stati Uniti/Arabia Saudita

ESTERI

Iran, attacchi al Parlamento e al mausoleo di Khomeini. L'Isis rivendica, ma i Pasdaran accusano Arabia Saudita e Usa

Almeno 12 morti, decine di feriti.
07/06/2017 08:34 CEST | Aggiornato 17 ore fa
Giulia Belardelli Foreign News Editor

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Il terrore di matrice jihadista torna a Teheran, capitale del mondo sciita, con due attacchi coordinati al Parlamento iraniano (Majlis) e al mausoleo di Khomeini. A portarli a termine due commando di terroristi, tra cui alcuni vestiti da donna, secondo quanto riferisce il ministero degli Interni iraniano, citato dai media locali. Le autorità fanno sapere di aver sventato un terzo attentato, altra conferma che gli attacchi di oggi rappresentano un punto di svolta nel complesso gioco tra poteri che sta mettendo a ferro e fuoco il Medio Oriente. A rivendicare è l'Isis, che tramite la sua 'agenzia' di propaganda, Amaq, diffonde un video in cui si vede un uomo riverso a terra, il corpo insanguinato, dichiarando che si tratta di immagini riprese durante l'attacco alla Majlis.

I Pasdaran iraniani, in un comunicato diffuso dall'agenzia Irna, puntano però il dito contro Arabia Saudita e Usa. L'attacco in Iran "è avvenuto solo una settimana dopo l'incontro tra il presidente Trump e gli alleati nella regione" e il "coinvolgimento dell'Isis mostra le loro responsabilità" affermano. Le Guardie della Rivoluzione promettono "vendetta" per il sangue versato". Molto più morbida la reazione del presidente Hassan Rouhani: "Il messaggio dell'Iran, come sempre, è che il terrorismo è un problema globale, e l'unità nella lotta all'estremismo, alla violenza e al terrorismo con la cooperazione regionale e internazionale è la necessità più importante del mondo di oggi".

La mattinata da incubo inizia con la notizia di spari nel Parlamento iraniano, seguiti da un'esplosione. Quasi contemporaneamente si apre un altro fronte: un commando armato - tra cui un kamikaze - porta il terrore tra i visitatori del mausoleo dedicato all'ayatollah Ruhollah Khomeini, nella zona sud di Teheran. Anche qui una sparatoria, poi un terrorista si fa saltare in aria. E ancora: spari in strada, di fronte all'Assemblea, e voci di un'esplosione (poi smentita) alla stazione della metropolitana vicina al mausoleo. Ancora incerto il bilancio: si parla di dodici morti e una trentina di feriti.

L'attacco all'interno del Parlamento. Un kamikaze - riferisce la tv iraniana - si è fatto esplodere all'interno dell'edificio, al quarto o quinto piano. Gli altri tre terroristi sono stati uccisi dalle forze dell'ordine. Dopo ore di confusione, è il presidente del Parlamento Ali Larijani a dichiarare finito l'assedio. La situazione all'interno del Parlamento iraniano è sotto controllo e l'attacco ha causato danni minori di quelli previsti, grazie alle forze di sicurezza "pienamente in grado di gestire gli aggressori codardi", ha detto Larijani, che oggi ha presieduto una seduta a porte chiuse mentre all'esterno dell'aula si svolgeva l'attacco terroristico. Per Larijani "l'attacco dimostra che i terroristi hanno l'Iran come obiettivo" perché "l'Iran è un hub attivo ed efficace nella lotta al terrorismo".

La sparatoria all'esterno del Parlamento.

In Aula sarebbe esplosa la rabbia dei deputati iraniani al grido: "Morte all'America. Morte al suo servo, l'Arabia saudita". I rapporti tra Riad e Washington da una parte, e Teheran dall'altra, sono diventati ancora più tesi dopo la visita in Arabia Saudita del presidente americano Donald Trump, che si è platealmente schierato al fianco del blocco sunnita - da cui è stato 'isolato' il Qatar - proprio in chiave anti Iran.

La protesta dei deputati iraniani contro Usa e Arabia Saudita.

L'attacco al mausoleo. Intanto, a sud di Teheran, è stata registrata un'altra sparatoria, seguita da almeno un'esplosione suicida. Questa volta il teatro dell'attacco è il mausoleo dell'imam Khomeini, un'enorme struttura situata lungo la strada che conduce all'aeroporto internazionale, dove si venera la figura del fondatore della Repubblica Islamica dell'Iran, padre della rivoluzione. Qui il bilancio, scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, sarebbe di un morto e almeno due feriti. A entrare in azione, secondo le prime informazioni, sarebbe stato un commando composto da quattro terroristi, tra cui un attentatore suicida.

Rientrato invece l'allarme per una presunta esplosione alla metropolitana del mausoleo di Khomeini. La metropolitana si trova a due passi dal mausoleo, e alcuni media avevano lanciato l'ipotesi di un terzo fronte d'attacco.

La rivendicazione e il terzo attacco (sventato). Nei piani dei terroristi, in effetti, c'era anche un terzo attacco. Lo hanno confermato le autorità iraniane, che hanno spiegato di aver sventato un terzo attacco terroristico nella capitale senza tuttavia indicare un luogo preciso. A dare la notizia l'emittente Al Alam, tv iraniana in lingua araba, che cita il ministero della Sicurezza: "le forze di sicurezza hanno arrestato i membri di un gruppo terroristico prima che questi effettuassero un ulteriore attentato terroristico".

Sul fronte delle rivendicazioni, l'Isis ha messo il suo marchio sui due attacchi a Teheran attraverso un comunicato diffuso dall'agenzia Amaq. Lo ha riferito sul suo account Twitter il Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sui social media diretto da Rita Katz. "Combattenti dello Stato islamico attaccano il mausoleo di Khomeini e l'edificio del Parlamento iraniano nel centro di Teheran", ha riportato Amaq, citando una "fonte della sicurezza".

L'arrivo delle forze armate davanti al mausoleo



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