L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 giugno 2017

Kalibr - Le capacità stealth del missile vengono messe in risalto nella fase terminale

TUTTI PAZZI PER IL KALIBR, L'ARPIONE DISSUASIVO DI PUTIN


(di Tiziano Ciocchetti)
01/06/17 

Nell’attacco delle unità navali russe contro le postazioni dello stato islamico in Siria, sono stati usati i missili cruise 3M-14T Kalibr-Nk ( Nad vodnyl Korabl, ovvero lanciabili da unità di superficie ).

Sono dotati di un sistema di guida attivo GPS/GLONASS nonché di un complesso di sensori che conferisce loro una grande precisione nella fase terminale d’attacco (CEP, Circular Error Probability inferiore a tre metri a 2500 km di distanza ). Con un diametro di 533 mm il Kalibr è capace di trasportare una testata convenzionale di 400 kg di esplosivo. Rispetto ai Tomahawk statunitensi hanno una lunghezza maggiore consentendogli un maggiore trasporto di carburante, ragione per cui hanno una gittata superiore e possono utilizzare una testata bellica più pesante. 

Le capacità stealth del missile vengono messe in risalto nella fase terminale. I Kalibr seguono una traiettoria che risulta invisibile alla tracciatura radar, volando a circa 30 metri di quota e accelerando coprono gli ultimi 15 km dal bersaglio in meno di 20 secondi, rendendo inefficace qualunque tentativo di intercettazione da parte dei sistemi antimissile attualmente in servizio.

L’ultimo attacco condotto dalla Marina russa conferma ulteriormente le capacità di proiezione acquisite dalle proprie unità navali, conferendole una potenza operativa di livello regionale, grazie al raggio d’azione di 1500/2500 km dei cruise imbarcati, che consente in teoria di battere obiettivi sia sul territorio baltico che, come ampiamente dimostrato, sul territorio siriano.

Concettualmente i Kalibr non sono realizzazioni recenti in quanto la loro progettazione risale al 1983, allorquando gli ingegneri dell’ufficio Novator cercavano una risposta al Tomahawk americano; causa il crollo del sistema sovietico lo sviluppo è iniziato dieci anni dopo il lancio del programma.

Il numero preciso a disposizione della Marina russa è ancora sconosciuto, ma un elemento di riferimento potrebbe essere il numero di vascelli equipaggiati con i lanciatori universali UVLM 3C-14-11442M (non ricaricabili in mare): circa una quindicina, quindi gli esemplari proiettabili contemporaneamente dovrebbero essere nell’ordine delle 150 unità. 

(foto: ВМФ)

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