L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 giugno 2017

L'auto è sempre di più un lusso e le multe per limiti di velocità irreali sono la cassa dove gli enti locali attingono a piene mani

LO TSUNAMI DI TASSE
Aumentano i costi legati al mantenimento dell'auto: almeno 3.800 euro all'anno

13 Giugno 2017


C'è una verità che gli automobilisti conoscono, anche se non hanno ancora letto l'ultimo rapporto dell'Automobile club d'Italia. Quella sensazione di impoverimento continuo cominciata dal giorno dell'acquisto dell'auto è più che giustificata: tra manutenzione, parcheggi, assicurazione, pneumatici e carburante ogni italiano ha speso una media di 3800 euro all'anno. Senza considerare le multe, naturalmente.

Mentre si attende che il ministro Carlo Calenda metta in pratica la sua proposta di rincarare il bollo auto per i veicoli più vecchi, sono ben cinque le voci di spesa aumentate. A cominciare dalle tasse che già si fanno sentire da diversi anni, dal 2015 a oggi sono rincarate del 2,23%, con un costo medio aggiuntivo di 136,67 euro ad auto. Nell'ultimo anno sono aumentati anche i costi dei pedaggi del 3,11%, pesando in più di 141,01 euro. Non si possono ignorare i costi destinati ai parcheggi, per i quali gli italiani hanno speso in media 224,80 euro in un solo anno. E poi c'è il carburante, costato in media 903,41 euro in un solo anno.

Non meno marginali sono i costi destinati alla manutenzione ordinaria dell'auto. Per i soli pneumatici gli italiani nel 2016 hanno speso in media 193,43 euro, per far fronte a costi di manutenzione e riparazioni varie ognuno in media ha speso circa 659,06 euro.

Un discorso a parte merita l'Rc auto, pesata in più a ogni italiano di poco oltre le 200 euro, stando ai dati dell'Aci. Secondo i dati rilasciati da facile.it, a maggio 2017 i prezzi sono aumentati in tutta Italia, con una crescita media dell'11,6%, toccando rincari medi di 566 euro. In cima alla classifica degli aumenti si trovano Trentino Alto Adige (+18,34%), Molise (+17,85%) e Valle d’Aosta (+15,92%) mentre gli incrementi più contenuti hanno riguardato il Veneto (+8,97%), la Basilicata (+7,75%) e la Puglia (5,44%). In Campania (933,84 euro) e Calabria (694,97 euro) si pagano, invece, i premi più alti d’Italia.

A livello provinciale, l’area dove l’RC auto costa di più è Caserta (1.014,26 euro) mentre il rincaro più alto è stato a Imperia (+23,19%). Le uniche due province italiane che hanno visto una riduzione delle tariffe sono Barletta-Andria-Trani (-5,82%) ed Enna (-2,47%).

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