L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 giugno 2017

Nonostante questo, noi amiamo l'Italia e cercheremo di preparare la nostra terra per i nostri discendenti

Niente tasse e prezzi la metà rispetto all'Italia: il paese dei sogni nel racconto del giornalista famoso

Paolo Ziliani, volto di Mediaset Sport celebre per le sue pagelle, ha deciso di trasferirsi in Portogallo da pensionato. La sua testimonianza è uno stimolo a preparare la valigia

Paolo Ziliani e alcune immagini di Cascais (foto di Dagospia)

di Wa. Ci

Spiagge libere, pesce appena pescato, frutta e verdura a km 0. Tutto a metà prezzo rispetto all’Italia. E soprattutto niente tasse. Il paradiso terrestre esiste davvero. Ed è a poche ore di volo da noi. 

La testimonianza di un famoso giornalista fa scattare la voglia di preparare la valigia e trasferirsi in Portogallo. Paolo Ziliani, volto noto di Mediaset sport che ha deliziato i telespettatori con le sue pagelle ironiche e pungenti, ha deciso di trasferirsi a Cascais, città dell’Oceano a 25 km da Lisbona. Qui trascorrerà, da pensionato, gran parte dell’anno. 

Una scelta che lui stesso ha raccontato sul Fatto Quotidiano e possibile grazie a una legge italiana del 14 maggio 1980. Prima di tutto occorre trascorrere almeno 6 mesi in Portogalloper ricevere la pensione senza il 37% di trattenute dello Stato italiano. “Dopodiché – scrive Ziliani - per libera decisione del Portogallo, non verserò alcuna tassa per un periodo di 10 anni”. L’aspetto economico è importante quando si decide di lasciare il proprio Paese. Ma non è legato solo alle tasse inesistenti. A Cascais si spende la metà rispetto all’Italia. 

“A partire dal mangiare – assicura il giornalista. Scopri ristoranti, generalmente piccoli ma da sogno. Con mia moglie e mio figlio pranziamo spendendo 25 euro in tre. Essendo Cascais una città di mare, i ristoranti di pesce abbondano. Polipo, freschissimo, cozze, il pesce che vuoi, te lo pesano e ti dicono il prezzo, dopodiché lo cucinano nel modo scelto da te. Ti diverti, persino”. 

“Sempre nella piazza del mercato, mercoledì e sabato c'è il mercato della frutta, della verdura e dei fiori. I prezzi sono la metà di quelli italiani. Come il pane. E come i taxi. E le spiagge, che peraltro per 4/5 sono libere. Nel bagno più costoso, quella della spiaggia di Conceiçao, un mese di ombrellone a luglio e agosto costa 600 euro (150 a settimana) quando nel bagno meno rinomato a Forte dei Marmi te ne chiedono 1.500”. 

Le pagelle di Ziliani continuano con l’esaltazione della qualità di vita di questo lembo occidentale dell’Europa che va oltre l’aspetto economico. “Il clima è mite, la gente che passeggia è vestita leggera anche a marzo. La città di Cascais è poi splendida: inondata da una luce indescrivibile e rinfrescata dalle acque dell'Oceano che respiri in ogni momento a pieni polmoni”. 

All'interno ho scoperto un parco lussureggiante, il Marechal Carmona, sempre aperto al pubblico, con alberi secolari, sentieri, laghetti, ombreggiatissimo, popolato da ogni tipo di uccelli, pavoni, galli, germani, e disseminato di sgabelli e sdraio che puoi portare dove ti pare, un luogo incantato, immerso nella frescura e nel silenzio. Quando non mi va di prendere il sole, vengo qui e leggo e penso e mi rilasso”. 

Ma c’è anche l’elevato senso civico dei cittadini che colpisce Ziliani. “Un'altra cosa che mi ha stupito è la pulizia: delle strade (non c' è una carta per terra), delle case (non c' è una scritta su un muro), di ogni luogo. Capisci che il bene pubblico è considerato qui, da tutti, un valore primario, un dovere individuale”. 

Ora Ziliani aspetta solo che la moglie lo raggiunga per questa nuova avventura in una terra meravigliosa. Ma intanto stila altre pagelle delle sue. E questa volta boccia l’Italia. “Qui esco la mattina e sento parlare inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, russo, italiano. Succede perché abitare qui è davvero bello, non è costoso e la gente si sente accolta. L' Italia avrebbe tutto per fare come il Portogallo. Invece, fa venire voglia di andare via”.
27 giugno 2017

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