L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 11 giugno 2017

Pisapia, la gentilezza rivoluzionaria, falso ideologico al servizio del Mercato (Capitalismo)

La gentilezza “rivoluzionaria” e il capitalismo

A Passepartout Michele Serra e Diego Fusaro

Michele Serra

Pubblicato il 09/06/2017
ENZO ARMANDO
ASTI

Proseguono a Passepartout con altri due incontri le «rivoluzioni». 

Quella capitalistica dopo il 1989 e la gentilezza che può diventare rivoluzionaria sono i due temi che tratteranno Diego Fusaro alle 18 e Michele Serra alle 21 nel cortile della Biblioteca. 

Il capitalismo

Fusaro spiegherà il capitalismo dopo il 1989 e quella che definisce rivoluzione passiva. Torinese, appena trentaquattrenne, Fusaro è saggista e insegna all’Università di Milano: è docente all’istituto Alti studi strategici e politici e fa parte del progetto Eticonomia. Si considera allievo indipendente di Hegel e Marx. Il suo ultimo saggio si intitola «Pensare altrimenti» ed è edito da Einaudi

Esempio Pisapia

Michele Serra farà un elogio della gentilezza che, «ipse dixit»: «Sta al futuro dell’Italia quanto la liberazione femminile a quello dell’Arabia Saudita». 

Il modello di genere, secondo l’opinionista di Repubblica, è Giuseppe Pisapia che «E’ gentile. Nella forma e nella sostanza: espone sorridendo intenzioni sorridenti, ostinatamente propositive, utili per sedare liti e sdrammatizzare differenze. Questo lo rende il politico più anomalo d’Italia». 

Serra è il principe dei corsivisti italiani, da anni cura per La Repubblica la seguitissima rubrica «L’amaca». E’ l’ erede di Fortebraccio, alias Mario Melloni, il pungente giornalista de L’Unità a cui si è sempre ispirato. Ha fondato e diretto la rivista satirica Cuore, che negli anni ’90 arrivò a vendere 160 mila copie in edicola. E’ stato autore televisivo lavorando per le trasmissioni di due mostri sacri della musica italiana come Gianni Morandi e Adriano Celentano. Ha scritto libri, in cui emerge il suo tagliente umorismo, come «Tutti al mare», «Il nuovo che avanza» e «Gli sdraiati», il romanzo uscito nel 2015 in cui racconta gli adolescenti di oggi. Tutte le sue opere sono pubblicate da Feltrinelli. 

Il film

Il film che chiuderà la giornata è il celeberrimo «Il fascino discreto della borghesia» di Luis Bunuel. La proiezione a ingresso gratuito alla Casa del Teatro in via Goltieri. 

Ieri sera invece Passepartout ha offerto l’incontro con la scrittrice Dacia Maraini e la sociologa Chiara Saraceno sulla rivoluzione delle donne e i cambiamenti della famiglia. Alle 18 Laurana Lajolo, invece ha disquisito su Gramsci.

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