L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 giugno 2017

Siria - ancora una conferma gli Stati Uniti proteggono i tagliagola dell'Isis e non vogliono che l'esercito siriano liberi le proprie terre dai terroristi

Siria, i jet Usa bombardano truppe siriane e milizie sciite

Colpiti alcuni mezzi che si dirigevano verso una base al confine con l’Iraq

LAPRESSE

Pubblicato il 08/06/2017
Ultima modifica il 09/06/2017 alle ore 07:18
GIORDANO STABILE
INVIATO A BEIRUT

L’aviazione americana ha colpito, per la seconda volta in due giorni e la terza in tre settimane, colonne dell’esercito siriano e di miliziani sciiti alleati di Bashar al-Assad, che stanno cercando di riprendere il controllo del posto di confine di Al-Tanf, alla frontiera fra Siria, Giordania e Iraq. 

L’attacco è stato confermato dalla Coalizione occidentale anti-Isis, Inherent Resolve, a media americani. Nel raid sarebbero stati distrutti due fuoristrada, due pezzi di artiglieria e un tank. Non si hanno notizie di vittime per il momento. 

La fascia al confine con la Giordania e la provincia irachena dell’Anbar è contesa dalle forze governative e dai ribelli, dopo che l’Isis si è ritirato. I ribelli sono appoggiati da truppe speciali americane e britanniche, che stazionerebbero in una base a pochi chilometri dalla cittadina di Al-Tanf. 

Il Pentagono ha ammonito le forze governative a non avanzare verso la base. Nell’area operano reparti regolari dell’esercito siriano e milizie sciite irachene, addestrate dall’Iran: Liwa imam Ali e Liwa Al-Baqir. I ribelli hanno anche abbattuto un drone di fabbricazione iraniana. 

Al-Tanf è importante perché permette di controllare l’autostrada Damasco-Baghdad e l’autostrada Amman-Baghdad, gli assi strategici delle comunicazioni fra il Mediterraneo e l’Iran.

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