L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 giugno 2017

Siria - il nodo di Tal Afa inchioda tutti alle proprie responsabilità

Iraq, cominciata l’operazione per cacciare Isis da Tal Afar

12 giugno 2017


Isis in un solo giorno perde Shuhada, Azizyia, Shiek Suf, Tisha, Muwali e Atshana

In Iraq è cominciata l’operazione per stringere l’assedio su Isis a Tal Afar. La15esima divisione e le brigate 71,72 e 75 dell’esercito sono intervenute in zona dopo aver partecipato alla conquista di Zan jili a Mosul. In poco tempo dall’inizio delle manovre Daesh è stato cacciato dai villaggi di Shuhada, Azizyia, Shiek Suf, Tisha, Muwali e Atshana. Sono tutti siti ai margini orientali dell’area ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. I prossimi obiettivi dell’operazione sono arrivare a Gonaisiya per poi dirigersi verso Mjarin e Tuaym. Da lì, dividersi in due tronchi. Uno che attaccherà Halabiyah e la base militare di Kasik, per poi scendere verso sud. L’altro che punterà a Dabunah e Al Mazra.

Si punta a stringere gradualmente il cerchio su Isis a Tal Afar come a Mosul e Raqqa

L’obiettivo dell’esercito iracheno è stringere progressivamente l’assedio su Isis a Tal Afar, proprio come accaduto a Mosul e come sta avvenendo a Raqqa in Siria. I miliziani Daesh, peraltro, sono chiusi nella zona. A sud e a ovest della roccaforte, infatti, sono presenti le milizie paramilitari sciite Hashd Al-Shaabi (PMU). Queste hanno liberato tutta la zona a ovest della provincia di Niniveh fino ai confini con la Siria e si sono dette pronte ad attaccare lo Stato Islamico nella roccaforte. Sulla questione, però, ci sono diversi dubbi. In molti temono che il loro intervento potrebbe causare una nuova guerra settaria in Iraq. Ciò in quanto le milizie sono sciite e gli abitanti della città, invece, sunniti. Perciò, per ora sono state schierate ai margini di Tal Afar per intercettare qualunque tentativo di fuga da parte di Isil.

41 miliziani Isis uccisi in un raid aereo mentre fuggivano verso la Siria

Intanto, è caccia all’uomo nei confronti dei miliziani Isis che fuggono da Mosul. Nelle ultime ore ci sono stati raid aerei a nord del lago Qadsiya, tra le province di Anbar e Salahuddin. Bersaglio: un convoglio di jihadisti Daesh. Nell’operazione, avvenuta nella zona di Malha, hanno perso la vita almeno 41 estremisti dello Stato Islamico, che cercavano di raggiungere Rawa, per poi dirigersi a Qaim. Il loro obiettivo era lasciare il paese e fuggire in Siria.

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