Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 giugno 2017

Siria - l'Australia è consapevole che non si può tenere il piede in due scarpe, è impossibile

SIRIA: AUSTRALIA SOSPENDE MISSIONI DI COMBATTIMENTO IN SEGUITO AL MONITO RUSSO


(di Davide Bartoccini)
20/06/17 

L'Australia ha sospeso le operazioni aeree nei cieli siriani dopo la dichiarazione rilasciata dal ministero della Difesa russo che ha minacciato di trattare ‘qualsiasi aereo dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti che vola a ovest del fiume Eufrate come un potenziale bersaglio’ (v.articolo).
I sei velivoli dell’Air Task Group della RAAF (Royal Australian Air Force) che comprende quattro cacciabombardieri F/A-18 Hornet, un'aereo-cisterna KC-30A e un velivolo AWACS E-7A-Wedgetail, tutti dislocati in una delle basi aerea messe a disposizione negli Emirati Arabi Uniti non voleranno più nello spazio aereo siriano.

La RAAF ha condotto 2,300 missioni di bombardamento su obiettivi in Siria e Iraq, 990 missioni di rifornimento in volo e 340 missioni di controllo aereo; ma in seguito al monito della Federazione Russa il Dipartimento di Difesa di Canberra ha dichiarato di voler evitare ‘potenziali minacce’.

La RAAF continuerà quindi a svolgere missioni sull’Iraq, coordinata dal CAOC (Combined Air Operations Centre) della Coalizione Internazionale situato a Al Udeid, in Qatar, ma fino a nuovo ordine non volerà nello spazio aereo siriano.

Questa prima ‘ritirata’ dimostra che la minaccia di Mosca di tracciare con le suoi sistemi d’arma anti-aerei ogni drone e jet della Coalizione che volerà a ovest dell’Eufrate ha decisamente sortito l’effetto desiderato.

Operazione Inherent Resolve (OIR)

Nell'ambito dell'Operazione Inherent Resolve - operazione che ha lo scopo di eliminare il gruppo terroristico ISIS in Iraq e Siria - partecipano agli attacchi aerei nello spazio aereo siriano: Stati Uniti, Francia, Bahrain, Giordania, Australia, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti; negli spazi aerei iracheni : Stati Uniti, Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Giordania, Paesi Bassi e Regno Unito.

(foto: Royal Australian Air Force)

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