L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 giugno 2017

Vaccinazioni - il semplice fatto che gli euroimbecilli applaudono l'obbligatorietà deve far scattare il campanello d'allarme a Noi Italiani, per non parlare che i Rothschild lo propongono anche per i francesi

Vaccini, l'Ue applaude l'Italia: con l'obbligatorietà è sulla strada giusta


Per il Commissario Andriukaitis, il declino dei vaccini è una minaccia per umanità. Intanto la nuova ministra francese della Salute sta pensando di imporne 11

16 giugno 2017

LA STRADA seguita dall'Italia sui vaccini - nel segno dell'obbligatorietà per i bambini fino a sei anni - "va nella giusta direzione". L'approvazione arriva dal commissario Ue alla salute Vytenis Adriukaitis. Il "declino delle vaccinazioni non solo è pericoloso per la salute pubblica - ha osservato - ma è una minaccia per tutta l'umanità perché può aprire la porta al ritorno di malattie infettive che fino a pochi anni fa erano state fermate". Il riferimento è a patologie come il morbillo, che l'Europa prevedeva di debellare nel 2015, ma che invece continua a colpire. E, in alcuni paesi dell'Ue, a uccidere. "E' possibile nell'Europa del XXI secolo dover contare i morti per morbillo? Eppure dobbiamo farlo, in Romania dall'anno scorso sono stati 29". In Italia il dibattito è sulla scelta individuale. "Quella è per gli adulti - ha rilevato Andriukaitis - ma per i bambini gli Stati sono obbligati a intervenire quando si tratta di misure per la salute, come prevede anche la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, sottoscritta da tutti i paesi membri dell'Ue". In una fase in cui "disinformazione e allarmismo creano paure infondate, vanno prese tutte le misure per aumentare la consapevolezza ma soprattutto il numero dei bambini vaccinati e l'Italia - ha concluso Andriukaitis - sta andando nella giusta direzione".

Direzione che vuole intraprendere anche la Francia. La nuova ministra della Salute francese, Agnes Buzyn (che è anche specialista in ematologia), in una intervista al quotidiano Le Parisien, ha spiegato che sta pensando di emulare l'Italia e rendere obbligatorie undici vaccinazione. Dal canto suo la nostra ministra Beatrice Lorenzin, che ha voluto e difeso fortemente l'obbligatorietà, ha subito twittato la posizione della collega d'Oltralpe. Ed entrambe hanno ottenuto il plauso dell'Istituto Superiore di Sanità, il cui presidente Ricciardi, con altro tweet, sottolinea come le stesse posizioni siano legate solo a evidenze scientifiche.

La situazione francese - ha spiegato Buzyn al giornale francese - pone diversi problemi, con sole tre vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano e polio) e altre otto soltanto raccomandate, fra cui morbillo, epatite B e pertosse. Anche in Francia quel che preoccupa di più è la ricomparsa del morbillo, che l?oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, voleva eradicato già qualche anno fa. Dal 2008 la Francia ha avuto dieci morti per morbillo. "E non è tollerabile - ha sottolineato la ministra come non è sopportabile che un adolescente di 15 anni possa morire per la meningite perché non è vaccinato". Ecco perché anche la Francia sta pensando all'obbligatorietà. Per un tempo limitato per cominciare, che potrebbe essere di 5-10 anni".

Nessun commento:

Posta un commento