L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 luglio 2017

Byoblu - noi possiamo essere la risposta alle nostre stesse domande, la veglia che è migliore del sogno

Sei pronto a partire?

Pubblicato 11 luglio 2017 - 19.58 - Da Claudio Messora

Scusate se sono stato un po’ assente. Ho gestito gli attacchi di cui vi ho parlato qui e qui. E ho riflettuto molto. La tempesta perfetta di transazioni fraudolente non è terminata, ma per fortuna adesso viene gestita. Quasi cinquecento editori liberi hanno partecipato con entusiasmo alla campagna per serrare le fila. Grazie. In fondo a questo post trovate il rendiconto. Delle vecchie quattromila e oltre transazioni fraudolente, alcune hanno continuato a generare spese, per cui il conto è un po’ salito. Quindi la campagna di sostegno al blog resterà aperta fino a fine luglio.

Scorrete i nomi e i vostri messaggi: inizierete ad avere la strana sensazione di sentirvi parte di qualcosa. Siamo in tanti, alcuni hanno delle attività, qualcuno tra di voi produce grano, riso, farro e li vende a chilometri zero, altri sono panificatori. Ci sono psicologi, parlamentari, imprenditori, dentisti, capitani di nave, industriali, informatici, contadini, farmacisti, emigrati, impiegati… Io vi conosco quasi uno ad uno. Lo so che siete il patrimonio di questo blog e di questo Paese. Specialmente quelli tra di voi immuni al sistema, che lo Stato chiama disoccupati solo perché non vogliono farsi occupare in questa trappola per topi produci-consuma-crepa, che si mangia il tempo delle nostre vite e produce (poco) Pil. Ma noi… tutte queste persone insieme, siamo l’energia pulita di un tessuto economico, intellettuale, produttivo e civico che rappresenta una enorme ricchezza reciproca. E dobbiamo imparare ad utilizzarla.

Per questo motivo presto vi contatterò. E dalla squadra dei perpetuatori di problemi (al servizio della politica divide et impera e delle élite di potere che ci vogliono divisi) passeremo a quella dei costruttori di soluzioni. Non serve cercare altrove o guardare lontano: noi possiamo essere la risposta alle nostre stesse domande, la veglia che è migliore del sogno. Impareremo a parlare, daccapo, una lingua del tutto nuova, come i bambini. E a muoverci come loro, gli uni verso gli altri, cosicché non avremo più bisogno di niente cui non possiamo provvedere da soli, in quanto comunità. Intratterremo con il sistema scambi intelligenti, utilitaristici, come pionieri di un nuovo mondo posto in una dimensione superiore. Ma non sarà altro che il mondo reale, quello dove tutto ha sempre avuto un senso, quello dove l’inizio e la fine di ogni cosa si toccano. E ci lasceremo alle spalle questo, il Deep World, quello astratto e virtuale dove milioni di corpi vagano inseguendo l’illusione della vita, costretti a fingere di esistere in uno stato di continua apparenza, assistita dalla società dell’informazione.

Noi scollegheremo il cavo. Torneremo a casa. Né l’estensione sarà più un limite: non avremo bisogno di altra terra, ma colonizzeremo una nuova dimensione funzionale, dalla quale potremo escludere ogni sovrapposizione, come una mappa elettronica che mostra strati diversi di informazione alla pressione di un tasto. Escluderemo a piacere il loro mondo. Resteranno il cielo, il mare, la terra… e noi. Torneremo a godere del silenzio, dello scorrere del tempo, ad ascoltare i battiti del nostro cuore. Sarà come raggiungere la Terra Mai Promessa, eppure mantenuta.

Segnalatemi dal modulo contatti se siete pronti a partire, e quello che sapete fare.

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