L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 luglio 2017

Consip - Vannoni indica Lotti la gola profonda sull'inchiesta dell'appalto miliardario truccato, poi ritratta e allora chi gli ha dato la notizia? peraltro vera in quanto anche anche i generali dell'arma, Tullio del Sette e Emanuele Saltalamacchia si sono fatti carico di informare il Marroni dell'inchiesta sull'appalto miliardario truccato

ITALIA
L'inchiesta Consip, il ministro Luca Lotti ai pm: "Estraneo alla vicenda" 

Il titolare dello Sport ascoltato per un'ora 

Un confronto durato circa un'ora durante il quale il ministro dello Sport, Luca Lotti, ha ribadito la "sua estraneita'" alla vicenda Consip e alla fuga di notizie sull'indagine. In una saletta nella sede del Nucleo investigativo di via In Selci, Lotti, indagato per rivelazione del segreto d'ufficio, ha risposto alle domande del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, dell'aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi. "E' stato un sereno interrogatorio - commentano gli avvocati Franco Coppi e Ester Molinaro - il ministro ha risposto puntualmente a tutte le domande che gli sono state rivolte e ha ribadito con fermezza la sua estraneita' ai fatti contestati". 

Le accuse 

Il ministro è indagato per rivelazione insieme al comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette, al comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia, e al presidente di Publiacqua Firenze Filippo Vannoni. Lotti fu iscritto a seguito delle audizioni come testimone svolte a Napoli di Luigi Marroni, all'epoca amministratore delegato di Consip e dello stesso Vannoni, quest'ultimo poi indagato dai pm romani. Il 20 dicembre Marroni aveva raccontato ai pm napoletani John Woodcock e Celeste Carrano di essere stato informato da Lotti dell'inchiesta su Consip oltre che dal generale Saltalamacchia, dall'ex presidente Consip Luigi Ferrara, e dallo stesso Vannoni che, dal canto suo, aveva confermato la versione di Marroni dicendo che il ministro gli aveva riferito di una indagine sull'imprenditore Alfredo Romeo.

La difesa di Lotti 

Una versione respinta da Lotti che nel corso delle dichiarazioni spontanee fece mettere a verbale che dell'inchiesta non aveva informato nessuno anche perché non ne era a conoscenza. Parlando davanti al pm Palazzi, il ministro ha affermato di conoscere Vannoni dal 2008 e di averlo incontrato casualmente il 21 dicembre scorso due volte: la prima alla stazione di Firenze e alcune ore dopo a Palazzo Chigi. "Stavo rientrando in ufficio - ha dichiarato Lotti il 27 dicembre - e ho trovato Vannoni, voleva parlarmi. Imbarazzato e con modi concitati, mi ha informato di essere stato sentito da Woodcock a Napoli e di avergli riferito di aver ricevuto da me informazioni riguardo l'esistenza di indagini su Consip; alle mie rimostranze circa la falsità di quanto affermato, lui ha ammesso di aver mentito e quando ho chiesto il perché si è scusato in modo imbarazzato, ottenendo una mia reazione stizzita. 

Due fascicoli aperti 

Sono due i fascicoli aperti dalla procura di Roma per la fuga di notizie sulla vicenda Consip: una è legata a informazioni giunte ai vertici Consip che erano a conoscenza di intercettazioni e pedinamenti in corso. L'altro fascicolo parte dagli atti istruttori coperti da segreto di cui sono venuti a conoscenza organi di stampa. Per questa vicenda il Noe venne sollevato dalle indagini che furono affidate al Nucleo investigativo di Roma, e nel fascicolo sono coinvolti il magistrato di Napoli Henry John Woodcock, e la conduttrice di 'Chi l'ha visto' Federica Sciarelli. Inoltre risponde di falso il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, che secondo gli inquirenti avrebbe alterato in più punti l'informativa sulla quale si basavano buona parte delle accuse a Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze; e il vice comandante del Nucleo operativo ecologico, Alessandro Sessa, è accusato di depistaggio per aver mentito nel corso di un'audizione testimoniale con i pm. 

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