L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 luglio 2017

Diego Fusaro - Il Pd è antifascista in assenza di fascismo, è ultracapitalista in presenza del capitalismo

Fusaro anti-apologia: "Con vaccini e fake news questo è uno stato 'fascista'"

11 luglio 2017 ore 12:52, Stefano Ursi

Il dibattito politico del momento si incentra oggi, dopo l'esplosione del caso mediatico sulla spiaggia di Chioggia (LEGGI), sull'approdo in aula a Montecitorio della legge a firma Emanuele Fiano, che introduce il reato di propaganda del regime fascista e neonazista. Molti i commenti contrastanti relativamente alla possibilità di approvare questa legge, e ha fatto molto rumore lo scontro fra Pd e M5S, il quale l'ha bollata come ''liberticida''. E in questo clima tiene ancora banco la questione vaccini, dopo la manifestazione di Pesaro (LEGGI), e si torna a parlare di interventi normativi sulle cosiddette 'fake news'. IntelligoNews ha chiesto al filosofo Diego Fusaro di tracciare un quadro complessivo, per capire se tutti o in parte questi avvenimenti possano essere ricompresi in un ragionamento d'insieme. 


Diego FusaroDopo il caso della spiaggia di Chioggia, arriva in aula la legge sull'apologia di fascismo. Che ne pensa? 

''Sono sempre più convinto che si stia utilizzando la condanna del passato per assolvere integralmente il presente. E in questo caso l'antifascismo, cosa giusta e nobile ai tempi di Gramsci e Gobetti, diventa oggi un alibi di accettazione integrale del capitalismo da parte delle sinistre, che devono dirsi antifasciste per raggiungere questo obiettivo. Sono totalmente antifasciste in assenza di fascismo per essere ultracapitaliste in presenza di capitalismo. Questo è il paradosso dell'antifascismo di oggi, che oggi è solo alibi a dir poco ridicolo a mio giudizio''. 

Non sono in pochi a commentare che su questa strada, però, in qualsiasi tematica lo Stato potrebbe dire a chiunque, ad esempio, cosa mettere o non mettere in una proprietà. 

''Diventa uno stato 'fascista', se vogliamo giocare con il termine. Ma questo lo hanno capito anche i bambini: oggi l'antifascismo è una categoria per legittimare atteggiamenti di questo tipo ed è un bel po' di tempo che ciò avviene. Tu sei antifascista contro il fascista di turno, a cui affibbi quella categoria, e puoi fare ciò che vuoi''. 

Anche sulla questione vaccini l'obiezione più forte è quella della libertà di farli o meno.

''E' ovvio che lo stato italiano, in relazione ai vaccini, deve seguire una decisione presa oltreoceano e cerca di farlo con solerzia. E di impedire le voci dissenzienti. A Pesaro io ero sul palco con Paragone e alcuni medici, e mi dicono che fossimo in quarantamila. Il problema è che stanno radiando medici dall'ordine appena dissentono, in un clima di persecuzione che ci riporta a pagine tristi della storia occidentale''. 

Intanto si torna a parlare di fake news, con l'Agcom a favore di un intervento normativo. Il quadro è lo stesso?

''Viene definita fake news ogni notizia non allineata e disorganica rispetto alla grande narrazione del pensiero unico: che infatti bolla come complottismo o fake news ogni notizia o voce che non si allinea''. 

Oggi è l'Italia, a livello europeo, a trovarsi non allineata rispetto alla questione migranti: e il trattamento non è dei migliori... 

''Esattamente. L'Europa, secondo me, non è mai esistita autenticamente come Unione Europea. E sulla questione dei migranti oggi si vede, oggi, come sia solo una copertura degli egoismi dei singoli capitalisti europei''.

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