L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 luglio 2017

Francia - Marine le Pen diventa un falso ideologico, non capire che l'Euro è un Progetto Criminale va ad inficiare tutte le precedenti prese di posizione sugli euroimbecilli

Francia, il Front National pronto a fare marcia indietro sull'uscita dall'euro?

Secondo Le Figaro dopo la sconfitta alle presidenziali il Front National sarebbe pronto a fare una clamorosa retromarcia sull'uscita dall'euro. Marine Le Pen smentisce ma è pronta a "rassicurare i francesi sulla questione monetaria"

Alessandra Benignetti - Gio, 06/07/2017 - 18:25

Secondo Le Figaro, dopo la sconfitta alle presidenziali del 2012 e del 2017, la leader del Front National, Marine Le Pen, sarebbe pronta a rimescolare le carte e a “cambiare tutto” all’interno del suo partito.


Compresa una delle battaglie più rappresentative del programma frontista: quella per l’uscita dall’euro.

All’interno del Front National, infatti, secondo quanto riferisce il quotidiano francese, si starebbe facendo via via più profonda la spaccatura fra chi, come il numero due del partito, Florian Philippot, difende a spada tratta la necessità di portare avanti la battaglia per abbandonare la moneta unica, e chi reputa invece “urgente” rinunciare al sogno della “Frexit”. Una proposta politica che, secondo alcuni strateghi del partito, avrebbe pesato sulla mancata vittoria alle scorse presidenziali.

Per il braccio destro di Marine Le Pen, infatti, gli insuccessi del Front National non sarebbero affatto legati alle posizioni del partito sull’uscita dall’euro. In un’intervista pubblicata ieri sullo stesso quotidiano, Philippot ha affermato che il Front National non intende mutare la sua posizione sulla questione della sovranità monetaria. L’uscita dall’euro, insomma, ha ribadito anche stamattina il numero due del Front, non è in discussione.

Meno categorica è stata, però, Marine Le Pen. Ai microfoni di Europe1 la deputata eletta nel seggio parlamentare di Pas-de-Calais ha smentito, infatti, le indiscrezioni diffuse da Le Figaro, ma ha annunciato che sulla questione dell’uscita dalla moneta unica è in programma una “grande consultazione dei militanti del Front National”, attraverso la quale gli aderenti potranno esprimersi. “Consideriamo l’euro come un fallimento totale e non siamo i soli, pensiamo che l’euro non sopravviverà”, ha detto Marine Le Pen, la quale, tuttavia, esprimendo il suo parere personale sulla battaglia per abbandonare la moneta unica, ha ammesso che i francesi possano essere stati spaventati dalla prospettiva di un’uscita “brutale” dall’euro.

“Penso che il nostro Paese meriti di essere sovrano, poiché per secoli si è battuto per questo”, ha detto la Le Pen a Europe1, “ma mi rendo conto dell’angoscia dei miei compatrioti davanti a quella che hanno percepito come un’uscita brutale dall’euro, che in realtà non è mai stata nei nostri progetti”. Secondo la Le Pen, dunque, “la quadratura del cerchio” starà nel “conciliare la necessità di essere liberi e sovrani con quella di rassicurare i francesi sulla questione monetaria”. “Sono convinta che ce la faremo”, ha detto la Le Pen ai giornalisti.

Nessun cambio improvviso di rotta, quindi. Anche perché, secondo gli esperti, rinunciare alla battaglia per la “Frexit” sarebbe controproducente per il Front National. Abbandonare questa battaglia simbolo significherebbe, infatti, come sottolinea Bruno Bernard su Le Figaro, lanciare un “messaggio mortifero” ai propri elettori. Più che evolversi il partito della Le Pen darebbe l’impressione di voler rinnegare un punto cardine del proprio programma a causa dei cattivi risultati elettorali. Quando, al contrario, sottolineano gli analisti, i risultati ottenuti dal Front National, 10,6 milioni di voti conquistati al secondo turno e 8 deputati eletti all’Assemblée Nationale, sono in realtà molto distanti da quelli di un partito al tracollo.

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