L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 luglio 2017

Gli ebrei detengono il monopolio dell'acqua e dell'energia elettrica e vendicativi come sono le centillano ai palestinesi


Tra Israele e Palestina un accordo sulla fornitura d'acqua ai territori

Saranno venduti all'Anp 33 milioni di metri cubi di acqua che arriveranno da un acquedotto Mar Rosso-Mar Morto

Acqua ai palestinesi: annunciato un patto dall'inviato statunitense

13 luglio 2017

"La pace in Medio Oriente è uno degli accordi più duri da raggiungere, ma sento che ci arriveremo" aveva detto nel maggio scorso il presidente americano, Donald Trump, durante la conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. Ma la pace si costruisce anche, e soprattutto, attraverso il soddisfacimento dei bisogni primari: acqua e approvvigionamento energetico, sotto il controllo di Israele, anche nei Territori. Secondo le ultime statistiche, i quasi due milioni di palestinesi di Gaza hanno il 3% di acqua idonea al consumo umano. Secondo il Palestinian Water Authority, circa 10.000 residenti di Gaza non hanno rubinetti dentro o vicino alle loro case, e circa un milione di persone non ha accesso continuo all’acqua. Il primo step è dunque quello di garantire l'acqua. In un'altra conferenza stampa con il ministro israeliano della cooperazione regionale, Tzahi Hanegbi, e il suo omologo palestinese, Mazen Ghuneim, l'inviato per il processo di pace del presidente Trump, Jason Greenblatt, ha annunciato un patto di sussistenza. L'accordo include la vendita di 33 milioni di metri cubi di acqua (legato al progetto di un acquedotto Mar Rosso-Mar Morto) all'Autorità nazionale palestinese per sollevare la difficile situazione nei Territori. Greenblatt - dopo aver ricordato la recente intesa raggiunta tra israeliani e palestinesi per la fornitura di energia elettrica nell'area di Jenin, nel nord della Cisgiordania - ha detto, citato dai media, che questi accordi mostrano come le due parti possono cooperare per «migliorare le condizioni di vita dei palestinesi».

Ghuneim ha spiegato che «dieci milioni di metri cubi dell'acqua andranno per Gaza». Greenblatt - che si trova nella regione per rilanciare il negoziato - ha sottolineato che l'acqua «è una merce preziosa in Medio Oriente».

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