L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 luglio 2017

Gli ebrei si accodano a Orban , dopo che la Russia si era già mossa in questa direzione, nell'individuare le Ong organismi sovversivi al servizio del Globalismo Finanziario contro il Movimento degli Stati Identitari

NEL MIRINO

Israele contro George Soros: "Sovversivo, mina i governi israeliani eletti democraticamente"

14 Luglio 2017


Dopo Viktor Orban, premier d'Ungheria, anche Israele se la prende con George Soros, non condannando la campagna del governo ungherese contro il magnate, ma rincarando la dose. Orban da sempre ha combattuto e ostacolato le organizzazioni che il filantropo statunitense ha fondato o finanziato, ma negli ultimi giorni in Ungheria, terra di origine di Soros, ha dato il via ad una campagna con l'affissione di manifesti con la foto del miliardario sorridente, accompagnati dalla scritta "non lasciamo che rida per ultimo". Il richiamo è allo sforzo che l'imprenditore sta portando avanti in favore dell'apertura delle frontiere per gli immigrati. Sui manifesti, dopo poco, sono apparse scritte sotto l'immagine che definivano Soros uno "schifoso ebreo". 

Dopo poco è arrivata una presa di posizione contro campagna e scritte: prima da parte di Human Rights Watch, una Ong finaziata proprio dal magnate, e poi dalla comunità ebraica d'Ungheria. Anche l'ambasciatore Israeliano di Budapest aveva condannato la campagna del governo ungherese: i manifesti rievocano "ricordi tristi, odio e paura". Ma proprio Israele, tramite il ministro degli Esteri e il portavoce Nahshon, ha smentito ufficialmente le parole dell'ambasciatore, sottolineando che "in alcun modo le dichiarazioni intendevano delegittimare le critiche a George Soros, che mina continuamente i governi israeliani eletti democraticamente". Il pomo della discordia fra il magnate ebreo e lo stato israeliano è proprio l'Ong Human Rights Watch. Il portavoce ha voluto aggiungere che le organizzazioni finanziate dal miliardario "diffamano lo Stato ebraico e cercano di negargli il diritto all'auto difesa", in riferimento all'organizzazione non governativa legata al Soros, che ha condannato la presunta occupazione di Israele in Cisgiordania.

Da Israele, sempre attentissimi a contrastare le posizioni antisemite, con il magnate statunitense di origini ungheresi ha avuto un comportamento totalmente diverso. La smentita ufficiale del proprio ambasciatore da parte di Israele, assume un valore particolare: non stigmatizzando la campagna ordita da Orban, in poche parole ha definito Soros sovversivo. Ma non sarebbe la prima volta che il miliardario con le sue manovre influenza le politiche e gli equilibri di nazioni intere.

Per citare solo due esempi, nel 1992 la sua speculazione sulla lira, favorì gli istituti bancari d'affari Usa nella corsa per conquistare gli asset pubblici dell'Italia, che furono svenduti dopo la svalutazione della nostra ex moneta. In Macedonia, invece, nell'ambito del Civil sociaty project da lui sostenuto, una manovra di democratizzazione del paese, provocò la caduta del governo conservatore eletto, rischiando di causare una drammatica guerra civile. Tornando ad oggi, nei prossimi giorni il presidente ungherese Viktor Orban e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si incontreranno, a pare quindi che entrambi hanno visto in George Soros l'emblema del rinnovato attivismo del Ong. Tutti e due i paesi, infatti, stanno cercando di limitare l'azione delle Organizzazioni non governative attraverso leggi e provvedimenti specifici.

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