L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 luglio 2017

Gli euroimbecilli francesi si appaiono agli euroimbecilli italiani entrambi sostengono l'evidenza scientifica come se noi già avessimo i dati esperienziali della somministrazione di 10-12 vaccini a un congruo numero di persone per svariati anni e dei risultati in negativo o in positivo. Guai a noi quando chi governa si appella all'evidenza scientifica dimostrando una precarietà di linguaggio da farci assumere mentalità sospettosa e dubitative delle evidenti menzogne

MONDO
GIOVEDÌ 6 LUGLIO 2017
La Francia renderà obbligatori 11 vaccini

Succederà entro il 2018, ha spiegato il nuovo governo: attualmente i vaccini obbligatori sono tre


Edouard Philippe all'Assemblea nazionale, 4 luglio 2017 (AP Photo/Michel Euler)

Martedì 4 luglio, durante un discorso all’Assemblea nazionale, il primo ministro francese Edouard Philippe ha detto che «i vaccini per la prima infanzia raccomandati all’unanimità dalle autorità della salute diventeranno obbligatori a partire dal prossimo anno». Il giorno dopo la ministra della Salute Agnès Buzyn ha detto che entro la fine del 2017 verrà presentato un disegno di legge per rendere obbligatori undici vaccini per i bambini che hanno meno di due anni. Si prevede che le nuove disposizioni entrino in vigore per l’inizio del 2018.

Attualmente i vaccini obbligatori in Francia sono tre: contro difterite, tetano e polio. Otto sono invece raccomandati, cioè quelli contro pertosse, epatite B, batteri emofilo dell’influenza, pneumococco, meningococco C (che causa la meningite), morbillo, parotite e rosolia. La ministra ha detto che tutti i vaccini obbligatori saranno pagati al 100 per cento dal sistema sanitario nazionale.

Almeno il 70 per cento dei bambini francesi riceve dieci vaccinazioni tra obbligatorie e consigliate, e l’80 per cento di loro almeno 8. La ministra della Salute ha detto però che «la copertura è insufficiente» e che l’obbligatorietà risolverà un problema di salute pubblica ed eviterà la ricomparsa di alcune malattie. Per debellare una malattia, la soglia di vaccinazione dovrebbe superare il 95 per cento della popolazione: «Le vaccinazioni hanno salvato milioni di vite», ma dal 2008 il morbillo ha ucciso 10 persone in Francia. «Abbiamo lo stesso problema con la meningite. Questo è intollerabile, non possiamo accettare che i bambini e gli adolescenti muoiano perché non sono stati vaccinati», ha detto Agnès Buzyn.

La ministra francese della Salute ha anche aggiunto che «i vaccini sono un prodotto sicuro, è un fatto scientifico provato. I benefici superano di gran lunga i rischi». Ha spiegato poi che negli ultimi anni non sono stati spiegati a sufficienza «i meriti delle vaccinazioni» e che va fatto innanzitutto un lavoro per ripristinare la fiducia tra i cittadini. «La vaccinazione non è solo un atto individuale, ha anche lo scopo di proteggere chi sta intorno, soprattutto le persone più vulnerabili». Uno dei primi obiettivi della ministra sarà dunque combattere il forte clima di sospetto di parte della popolazione nei confronti dei vaccini: il 41 per cento dei francesi, dice il quotidiano Le Monde, ha detto di dubitare della loro sicurezza. Gli argomenti degli oppositori riguardano i presunti effetti collaterali di alcune vaccinazioni e il fatto che le case farmaceutiche spingano verso l’obbligatorietà per motivi economici. L’argomento di chi non è contro i vaccini ma dubita dell’efficacia dell’obbligatorietà (per esempio un’importante organizzazione scientifica del paese) è che un’imposizione autoritaria rafforzerà la sfiducia e il sospetto di una parte crescente della popolazione.

Alla decisione del governo francese si è arrivati anche grazie a una sentenza del Consiglio di Stato. La coesistenza di vaccini obbligatori e di vaccini raccomandati era infatti diventata senza senso: dal 2008 il vaccino contro la polio, obbligatorio, non era più disponibile singolarmente e ed era commercializzato insieme ad altri vaccini raccomandati, dunque con una formula più costosa e che non permetteva di fare una scelta. Il Consiglio di Stato – a cui si era rivolta un’associazione francese di promozione della “medicina naturale” – aveva emesso una sentenza lo scorso febbraio ordinando al governo di intervenire entro il prossimo agosto per rendere disponibili singolarmente i tre vaccini obbligatori. L’ex ministra della Salute, Marisol Touraine, aveva preparato un disegno di legge che andava in questa direzione, ma il governo del nuovo primo ministro Philippe e del nuovo presidente Macron è andato oltre.

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