L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 luglio 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - è di questa mattina che Migliore ha fatto sue le proposte di Salvini, in radio 1

MIGRANTI: OCCORRE UN CAMBIO DI PARADIGMA

Maurizio Blondet 4 luglio 2017 

Naturalmente – ma cosa vi credevate? – Spagna e Francia chiudono i loro porti ai “migranti” africani, solo noi li accogliamo senza limiti. Macron: l’80 per cento dei “migranti” sono migranti economici (vero), vanno respinti o riportati indietro. Però il soccorso in mare è un obbligo assoluto, non potete esimervi, voi italiani. Ve lo chiede, anzi ve lo ingiunge l’Europa. Aggiunge un tocco di sapida demenza a questo circolo vizioso il nostro Gentiloni. Il quale da giorni se la prende non con Spagna e Francia o Germania, ma – indovinate? – con Ungheria e Polonia perché non accettano la loro quota di negri e musulmani estranei alla loro cultura a loro modo unica, ben conoscendo quel che accade in Germania e in Svezia. Pretende, il Gentiloni, che Varsavia e Budapest che vengano punite dalla UE con multe colossali. E l’Austria manda le truppe al Brennero per respingere i “migranti”…

Quando le cose sono così attorcigliate nell’assurdo, è segno che sulla questione dei migranti si adotta un paradigma erroneo. Urge un “cambio di paradigma”. Il nuovo paradigma è lì, del resto, con la massima evidenza: solo che non lo si vuol vedere.

Posto che il fenomeno delle masse africane che si accalcano sui gommoni non è affatto evento spontaneo; posto che ci sono attori finanziari che lo promuovono, in combutta con la criminalità organizzata (e il corrotto traditore euroimbecille Pd al governo ne è complice consapevole), Stati esteri ed organizzazioni non governative “umanitarie” che pagano milioni per noleggiare le loro navi, con equipaggi di “volontari” stipendiati che usano spegnere i trasponder per non farsi identificare, eccetera – bisogna assumere finalmente questa ondata incessante e crescente per quel che è: un atto di guerra.
 
Capire la guerra ibrida

Guerra ibrida, naturalmente. Come quelle – o quella, perché è una unica guerra – che vediamo operare dagli Usa e dai suoi maggiordomi dal 2001, fatta di “armate convenzionali, tattiche irregolari, formazioni illegali, atti terroristici, violenza indiscriminata e attività criminali” con l’uso di “azioni clandestine per evitare l’attribuzione” di tali azioni e la loro retribuzione”, insomma false flag. In questa guerra il terrorismo islamico serve gli scopi di Israele; il nemico reale è il tuo alleato ufficiale; i media internazionali sono armi di propaganda e falsificazione e copertura; le migrazioni forzate sono già state definite “armi di migrazioni di massa”, e utilizzate senza scrupoli – spesso apposta per suscitare in voi la commozione “umanitaria” che serve per giustificare ai vostri occhi un altro intervento umanitario, ossia la destabilizzazione di altri stati per renderne le popolazioni profughe e disperate, sfollate e fuggiasche.



“Oggi sappiamo che la guerra più terribile può essere condotta solo in nome della pace, l’oppressione più terrificante solo in nome della democrazia, e la disumanità più abbietta solo in nome dell’umanità”. Carl Schmitt c’era arrivato 80 anni fa. Vogliate per favore, italiani, arrivarci anche voi adesso?

Una volta cambiato il paradigma – questa è guerra, non una pacifica migrazione – le risposte diventano più chiare.

Non si tratta più di obbligo di salvataggio in mare, ma di affondare naviglio nemico o comunque ostile. Tali sono i giganteschi gommoni fabbricati apposta per “non” tenere il mare dai criminali, riempiti di 500 illusi che hanno pagato 3-5 mila euro, sì poter chiamare il soccorso (con ricco telefono satellitare compreso nel prezzo) a pochi metri dalla costa libica, onde accorrano i “salvatori” pagati da Soros e da militanti germanici globalisti dopo aver spento trasponder a fatto segnali luminosi nella notte, ai delinquenti e alle loro vittime paganti.

Salviamo migliaia di vite

Sgombriamo subito l’argomento che, così, si farebbero morire centinaia di africani. Ritorciamo invece: quante centinaia di vite umane salverebbe una nostra azione militare di anti-guerra ibrida. Ma lo sapete quanti morti ha ha fatto, in naufragi senza numero, fra gli africani attratti dalla nostra misericordiosa accoglienza? Si calcola 30 mila morti nel Mediterraneo negli ultimi 15 anni, e il loro numero aumenta esponenzialmente: nel solo 2016 ne sono affogati, o uccisi dagli scafisti o asfissiati nelle stive, 4733; nei soli primi due mesi del 2017 ne sono morti già 485. E’ la nostra “carità” che li ha uccisi, il nostro “buon cuore”.

Celebre vignetta di Krancic

L’affondamento di un paio di questi mezzi – del resto fabbricati apposta per affondare, manderebbe il messaggio giusto per interrompere futuri flussi invasivi; per sospendere il gigantesco business dei criminali che fanno i miliardi; basterebbe a dissuadere altre centinaia dal mettersi in mare e nelle mani di criminali, sapendo che non sarebbero accolti e rifocillati ma mitragliati. Il gioco è finito, tale la voce che si spargerebbe in Africa, non vale la pena di mettersi in viaggio, farsi stuprare, taglieggiare e angariare.

Né vale l’obiezione che sarebbe orrendo sparare e affondare barconi e gommoni, perché si tratta di civili, donne, bambini, “minori non accompagnati” (ossia maggiorenni che si fingono adolescenti). Perché scusate, di grazia, da quando in qua nelle guerre ibride ci si fa scrupolo dei civili? Forse che Israele non bombarda periodicamente gli inermi assediati di Gaza, anche con fosforo bianco? E non ammazza forse un giorno sì e uno no innocui pescatori che osano superare le 7 miglia per gettare le reti? E mica i nostri Tg protestano mai. Forse che l’aviazione Usa, mentre fa finta di liberare Mossul dai suoi terroristi dell’IS, che ha addestrato ed armato, non ammazza centinaia di civili? Cento oggi, duecento domani, fra le macerie coi terroristi islamici: li chiamano “danni collaterali”, l’IS li usa come scudi umani. E noi, cosa aspettiamo? Utilizziamo le risorse tattiche ed etiche che ci offrono col loro esempio la sola democrazia del Medio Oriente e la Superpotenza Morale!

Naturalmente, i superstiti dei nostri mitragliamenti la nostra Marina li dovrebbe prendere a bordo. Ma una volta a terra, quelli di loro che non hanno diritto all’asilo andrebbero trattati come prigionieri di un conflitto bellico. Meglio ancora: come “enemy combatants”, per fare nostra un’altra geniale innovazione della civiltà giuridica statunitense. “Combattenti illegali” cioè, che non hanno diritto allo status di prigionieri di guerra secondo le convenzioni di Ginevra, possono essere sbattuti in lager di Guantanamo e Abu Ghraib a vita e senza capo d’accusa.

Non si provi a obiettare che questi naufraghi non hanno combattuto, non hanno preso le armi contro di noi: l’altissimo magistero etico e giuridico statunitense ci aiuta, estendendo la qualifica a chiunque abbia in qualche modo “sostenuto” i Talebani e Al Qaeda; e loro non hanno fatto da figuranti per i progetti di “grande sostituzione” di Soros e delle ONG? Nel 1945, vista l’impossibilità di “nutrire i milioni di soldati tedeschi che s’erano arresi al livello richiesto dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, insieme ai comandi britannici il generale supremo Eisenhower li mise in un’altra categoria inventata apposta: Surrendered Enemy Personnel(SEP), non titolati al vitto e all’alloggio previsto dalla suddetta Convenzione. Così ne lasciò morire, tenendoli alle intemperie e senza cibo, un 800 mila su 11 milioni, con netta coscienza morale.

Li si aiuta a casa loro

Anzi, dirò di più:

“Aiutiamoli a casa loro” è uno degli effetti che si otterrebbe con l’affondamento decisivo di alcuni barconi e gommoni, in modo da interrompere il flusso dell’Arma di Migrazione di Massa. Il primo modo di aiutare l’Africa è infatti – prima ancora di andarvi a investire capitali – impedire l’emorragia di capitali, stagnare e tamponare il dissanguamento immane che questi “migranti” mal consigliati provocano ai loro paesi, alle loro economie nazionali. Ciascuno di loro ha speso dai 3 ai 5 mila dollari, a volte prendendoli a prestito…pensate, solo i 30 mila morti nel Mediterraneo (attratti dalla nostra “accoglienza”) , hanno speso 90 milioni di euro, li hanno sottratti all’Africa, e per cosa? Per nulla. Se non per rendere più ricca la delinquenza dei trafficanti di carne umana.

Benestanti, non bisognosi.

Ovviamente, una volta adottato il cambio di paradigma (questa è guerra) un trattamento bellico spetterebbe anche alle ONG e alle navi da loro noleggiate. Appena attracchino in uno dei nostri porti, le si sequestrerà come preda bellica; il personale a bordo sarà trattato da enemy combatant e alloggiato in appositi campi; se europeo o italiano, da sabotatore dello sforzo bellico e traditore di fronte al nemico, e retribuito secondo la legge marziale. La guerra ibrida non viene dichiarata, si fa, come avete visto, con l’aiuto di terroristi e di irregolari; anche la anti-guerra ibrida non occorre affatto sia proclamata sui tetti. Loro usano con molto profitto la cosche criminali. E noi non abbiamo la nostra Mafia nota in tutto il mondo, la nostra Ndrangheta così brava nell’assassinio, la favolosa Camorra esaltata dalla TV? Un accordo sottobanco del governo le indurrebbe forse a fare qualcosa di utile e patriottico verso quelle ONG e loro navigli. Anche qui non si farebbe che seguire l’esempio dell’Alleato americano: usò Cosa Nostra per facilitarsi l’occupazione della Sicilia, e poi ce la lasciò…

Voi magari direte: basta sognare ad occhi aperti, un governo italiano non farà mai cose del genere, non arriverà mai a cambiare paradigma. Ma no, invece. Non dispero affatto.

Solo pochi mesi fa, era tabù criticare le ONG; per aver ventilato che “c’è una regia dietro il record di sbarchi di migranti”, che le ONG sono d’accordo coi trafficanti e i loro finanziamenti sono poco chiari, un magistrato, Carmelo Zuccaro, è stato praticamente processato dal Consiglio Superiore della Magistratura e convocato in Senato a spiegarsi; i media progressisti hanno riempito di insulti Salvini che ha detto le stesse cose; Di Majo è stato accusato di caccia alle streghe; i media hanno nascosto finché hanno potuto la faccenda del trasponder spenti, atto di pirateria internazionale assai losco: Soros si è fatto ricevere da Gentiloni per bloccare tutto. Adesso però anche il governo progressista e globalista è andato “in Europa” a chiedere “rigide regole per le ONG” scafiste, con la minaccia, a chi non le rispetta di chiudere i porti italiani. Minaccia a vuoto, subito rientrata. Il nostro governo non ha ottenuto niente, né dall’Europa né dai nostri “amici ed alleati”. Come sempre.


Ma insomma, come vedete, a poco a poco anche la sinistra illuminata ci arriva. Col dovuto ritardo, fa sue alcune delle proposte di Salvini – ovviamente senza dirlo, perché così è la sinistra. Di lotta e di governo, soprattutto di governo: per restarci, farà anche politiche “di destra”, “leghiste”, “xenofobe”, “egoiste”, vedrete. Non mi stupirei che – col consueto ritardo culturale – un governo non-eletto de sinistra, finisse per scoprire che questa è guerra ibrida, e cambiare paradigma. Perché credetemi: se a dar l’ordine di silurare i barconi fosse un governo di sinistra, allora diventerà un atto non xenofobo e mostruoso, ma progressista, moralmente superiore, benefico e illuminato. “Li aiutiamo a casa loro” , “Salviamo migliaia di vite”, ci diranno. E’ da sempre che hanno capito che per avere i voti, il PD deve fare tutto: destra e sinistra insieme, accoglienza e “ora basta chiudiamo i porti”, maniere forti finalmente e CARA di Mineo. Secondo me Minniti, con la sua pelata mussoliniana sotto una faccia da questurino aduso ai “servizi”, è già pronto a candidarsi al cambio di paradigma.

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Naviglio ostile, per il nuovo paradigma.

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