L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 luglio 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - Noi Italiani dobbiamo impedire la svendita degli interessi Nazionali, via gli stranieri dalle nostre terre

Questo Paese è stato condannato a morte

POLITICA sabato, 15, luglio, 2017
Silvana De Mari


Questo paese è stato condannato a morte. Ci ha condannato quando nel 2014 e 2016 – come dichiarato da Emma Bonino – è stato chiesto che tutti gli sbarchi di centinaia di migliaia di immigrati irregolari, in stragrande maggioranza maschi islamici in età militare , tra i 15 e i 45 anni avvenissero in Italia, con una violazione palese al trattato di Dublino.

Ci hanno condannato a morte i governi Letta, Renzi e Gentiloni. Ci ha condannato a morte la signora Kyenge che ci chiede di mettere da parte l’egoismo e distruggere quello che resta del nostro paese dandolo in pasto all’invasione.

Ad Amatrice, a quasi un anno dal terremoto, non sono nemmeno state tolte le macerie. Una tassazione atroce ci sta distruggendo. Dio mi è testimone che la mia fede nelle capacità cognitive delle persone che ho nominato è nulla, ma nemmeno loro possono essere così sprovveduti. L’ipotesi più verosimile è là corruzione, certo, ma c’è altro.

Siamo stati condannati a morte attraverso una tassazione folle che uccide le imprese e impedisce a uomini e donne di sposarsi e mettere al mondo figli. Ci hanno condannato a morte con un debito tale, i cui soli interessi sono sufficienti a strangolarci per sempre.

Ci hanno condannato a morte usando tutte le nostre risorse per introdurre e mantenere una popolazione estranea e aggressiva in maggioranza costituita da maschi in età militare: un esercito.

L’unica cosa che può spiegare tutto questo non è la corruzione, ma l’odio. Un odio totale , isterico, assoluto, contro di noi, contro la nostra storia, contro la nostra cultura, contro la nostra terra, contro i nostri figli. L’odio del marxismo contro il cristianesimo e la civiltà occidentale finalmente ha trovato la sua mazza chiodata. Il paese occidentale che aveva avuto il più grosso partito comunista è quello che si suicida per primo con più immigrazione.

Ora noi ci alziamo in piedi e facciamo sentire le nostre voci. Riconquistiamo il parlamento, riconquistiamo la sovranità politica e monetaria. È già che ci siamo ricostruiamo Amatrice.

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