L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 luglio 2017

L'ebraismo una religione disumana

Un venditore ambulante durante un’interruzione della corrente elettrica a Gaza, il 19 giugno 2017. (Mahmud Hams, Afp)


Amira Hass, giornalista
10 luglio 2017 17.33

Un’organizzazione umanitaria italiana ha commesso un grave crimine: ha donato pannelli solari a Khalet Hamed, una piccola comunità palestinese nella valle del Giordano settentrionale, in Cisgiordania. La mattina del 5 luglio le autorità israeliane hanno rimediato a questo crimine confiscando i pannelli, che per pochi mesi hanno permesso agli abitanti di guardare la tv e conservare cibo e medicine nei frigoriferi. Il pretesto? Non avevano il permesso di ricevere i pannelli.

L’ong italiana è in buona compagnia. Anche il governo olandese, che ha donato 350mila euro per la microgriglia di un sistema elettrico ibrido a Jubbet adh Dhib, un villaggio vicino a Betlemme, ha commesso un crimine. Anche lì di recente sono stati confiscati 96 pannelli solari. Entrambi i villaggi fanno parte dell’area C della Cisgiordania (quella sotto il controllo totale di Israele), che il governo israeliano rifiuta di collegare alla rete idrica ed elettrica. Non lontano da questi villaggi prosperano gli insediamenti israe­liani, compresi quelli considerati illegali da Israele, in quanto non autorizzati.

È una questione aritmetica: più la vita si fa dura nelle comunità palestinesi, più i ragazzi si trasferiranno nelle enclave controllate dall’Autorità palestinese. Così i coloni israeliani avranno più spazio per i loro insediamenti. Khalet Hamed e Jubbet adh Dhib dovranno tornare ai vecchi generatori, costosi, rumorosi e inquinanti, che forniscono elettricità solo per due ore al giorno.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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