L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 luglio 2017

'ndrangheta - rendere difficile delinquere

Torino, duro colpo alla 'Ndrangheta: 11 arresti, sequestrato il "tesoro della malavita"

PROSPERO RIGALI
GIUGNO 29, 2017

All'operazione dei carabinieri di Chivasso e Settimo hanno partecipato i reparti competenti per territorio di Vercelli, Varese, Reggio Calabria e Cosenza: nel corso del blitz sono stati sequestrati beni immobili, società e attività commerciali, polizze vita, conti correnti, auto di grossa cilindrata e altri beni di lusso. Undici persone sono finite in manette, nella giornata di ieri, nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata (in questo caso, 'ndrangheta) che continua a interessare anche le regioni del Nord. Gli arrestati sono Domenico e Francesco Gioffrè, Antonio Guerra, Domenico, Francesco e Luciano Ilacqua, Giovanni Mirai, Francesco Grosso, Salvatore Calò, Carmine Volpe e Valentino Amantea.

Le accuse contestate sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, usura, estorsione, rapina, danneggiamento, incendio, detenzione illegale di armi e munizioni.

Mentre è agli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute, Valentino Amantea. Valentino Amantea è stato infatti costretto, a seguito dell'azione delittuosa, a vivere su una sedia a rotelle.

Le attività investigative, condotte, con il concorso del Servizio Centrale Operativo, dalla Squadra Mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia Terme, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nelle persone del Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e del pm Elio Romano, con la supervisione del Procuratore Capo Nicola Gratteri, hanno permesso di accertare che alcune persone, già colpiti da provvedimenti giudiziari che ne acclaravano la riferibilità alla cosca Giampà, tornati in libertà dopo l'espiazione delle condanne riportate a seguito delle operazioni di polizia "Medusa" e "Perseo" o all'atto dell'ammissione a misure cautelari alternative alla detenzione, si riattivavano con il fine di reimporre la loro influenza criminale nelle zone storicamente controllate dalla cosca di riferimento. In particolare, Guerra, i Gioffrè e Ilacqua, oltre ad aver preso parte agli agguati, sarebbero colpevoli di estorsione nei confronti di alcuni commercianti del territorio, titolari di concessionarie e autolavaggi.

Nel corso delle indagini, infine, sono inoltre emersi gravi indizi a carico di Francesco Grosso, Salvatore Calo' e Francesco Ilacqua in relazione all'esecuzione a Torino di rapine ai danni di spacciatori.

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