L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 luglio 2017

Nicola Gratteri all'Osce tiene la Lectio Magistralis sulla criminalità organizzata, quella più pericolosa al mondo la 'ndrangheta



Esteri - OSCE, Gratteri a Vienna: “L’Europa stia in guardia, la Mafia controlla l’economia globale”

Roma, 10 lug (Prima Pagina News) «L’Europa stia in guardia, si attrezzi e si difenda, perchè le mafie si stanno comprando ristoranti, pizzerie, latifondi in tutti i grandi stati europei. C’è un grande interesse nel comprare vigneti e uliveti, perché si guadagna, soprattutto se si ha la spregiudicatezza di accedere, attraverso dirigenti compiacenti delle Regioni dei vari paesi membri, ai fondi e ai contributi comunitari.

Guai a sottovalutare la potenza invasiva della ‘ndrangheta che non conosce ormai confini geografici e che tratta a pari titolo con le più grandi organizzazioni criminali del mondo». Arriva direttamente da Vienna l’ennesimo allarme contro la criminalità organizzata, e ancora una volta viene dal procuratore capo della repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, questa mattina al suo primo esordio all’assemblea dell’Osce, invitato a parlare del “Caso Italia” per conto del Governo italiano al grande Summit Internazionale che per due giorni analizzerà il Rapporto viscerale tra il Traffico internazionale della droga e la criminalità organizzata ed il terrorismo. 

Per il giudice italiano è stata una vera e propria ovazione, accolto dalle autorità austriache con lo stesso stile riservato agli ambasciatori dei paesi stranieri, e seguitissimo nella sua Lectio Magistralis dai massimi osservatori internazionali presenti al vertice di Vienna. In sala questa mattina a seguire l’intervento del giudice Gratteri c’erano gli inviati speciali delle più importanti testate giornalistiche internazionali. 

Con 57 Stati partecipanti del Nord America, dell’Europa e dell’Asia, l’OSCE, lo ricordiamo, è la più grande organizzazione regionale per la sicurezza al mondo impegnata a garantire la pace, la democrazia e la stabilità a oltre un miliardo di persone. Per tutta la mattinata di oggi si è discusso a lungo del ruolo operativo che l’Osce può svolgere in favore e in difesa degli Stati che ne fanno parte, “per controllare meglio e contrastare con maggiore efficienza la lotta contro il traffico internazionale della droga, e le sue più dirette connessioni con il mondo del terrorismo”. 

Anche qui Nicola Gratteri ha confermato quanto ha già detto più volte nelle sedi istituzionali di vertice del nostro Paese in tema di “potenza invasiva della ‘ndrangheta” che rimane, per Nicola Gratteri, la più imponente e capillare organizzazione internazionale del crimine, conquistando oggi il primato che una volta era di Cosa Nostra. 

“L’Europa si attrezzi per combattere le mafie, perché il rischio reale è che le mafie finiscano per controllare condizionare e gestire l’intera economia globale”. Ha risposto così il magistrato-simbolo del nostro Paese alle tantissime domande che gli sono venute dai rappresentanti degli organismi di sicurezza di mezzo mondo presenti al summit di Vienna.

Nicola Gratteri ha posto poi l’accento sui rischi collaterali di questa “Invasività” della ndrangheta, “che sta anche per riciclaggio di enormi somme di denaro- ha spiegato Gratteri- di traffico di uomini, di sfruttamento di migliaia di migranti, e di interconnessioni pericolosissime con le cellule terroristiche di mezzo mondo. Su tutto questo è arrivato il momento di una riflessione serena e globale”. 

E’ la prima volta nella storia dell’Osce che un rappresentante del Governo Italiano diventi, suo malgrado, protagonista assoluto di un vertice così importante. 

B.N.



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