L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 luglio 2017

Nicola Gratteri non lascia tempo e spazio alla 'ndrangheta

Operazione "Frontiera" e "Cinque lustri", a processo 40 persone cosca Muto

Sabato, 08 Luglio 2017 08:49



Catanzaro - È stato rinviato a giudizio il boss della 'ndrangheta Francesco Muto, detto "il re del pesce". Lo ha deciso il gup distrettuale di Catanzaro, Carlo Saverio Ferraro, a conclusione dell'udienza preliminare scaturita dalle inchieste "Frontiera" e "Cinque lustri" condotte dalla Dda. Oltre che per Muto é stato disposto il processo per altre 39 persone. Altri 37 indagati nelle stesse inchieste hanno scelto il rito abbreviato, mentre tre saranno processati con giudizio immediato. L'inchiesta "Frontiera", in particolare, scaturita da un troncone dell'indagine sull'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010, aveva portato nel luglio dello scorso anno all'arresto di 58 persone presunte appartenenti alla cosca Muto, indagate per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e illecita concorrenza con violenza e minaccia. Partendo proprio dalla cosca Muto la Dda, il 19 gennaio scorso, aveva messo a segno l'inchiesta "Cinque lustri", che ha consentito di svelare un'associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alla turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico. Tra le persone coinvolte anche l'imprenditore cosentino Giorgio Barbieri. Le indagini, condotte dai carabinieri e dalla Guardia di finanza, sono state dirette dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dagli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto e dai sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera

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