L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 16 luglio 2017

Roma - e i rosiconi del corrotto Pd non ci vogliono stare, con loro al governo della città niente razionalizzazione delle spese

sabato, luglio 15th, 2017 

QUI CAMPIDOGLIO/ E bravo De Vito, in un anno ridotte del 70% le spese dell’Aula

Critiche su critiche, polemiche, ironie. Qualcosa di buono l’amministrazione capitolina l’ha fatto sul piano del risparmio, della spending review, della lotta agli sprechi. Una goccia nel mare? Buttare via i propri soldi non fa piacere a nessuno. E dunque come hanno annunciato in una conferenza stampa in Campidoglio ( che bel ritorno alle buone abitudine, non un annuncio via twitter) dal presidente Marcello De Vito affiancato dagli assessori a Bilancio e Sport, Andrea Mazzillo e Daniele Frongia, la buona notizia c’è: dai quasi 7 milioni di euro dell’amministrazione Alemanno agli oltre 4 milioni di euro dell’amministrazione Marino, ai 1.101.629,81 euro spesi in questo primo anno di amministrazione Raggi. In percentuale, la presidenza De Vito ha sostenuto l’84,05% di spese in meno rispetto al totale sostenuto durante il primo anno del sindaco Alemanno e il 72,94% in meno rispetto a Marino, spendendo il 15,95% del totale primo e il 27,06% del secondo. 

“Questo è il primo segnale di discontinuità che abbiamo voluto dare, tagliando sprechi e costi inutili settore per settore, per riportare il bilancio in equilibrio. Oggi raccogliamo i risultati, sappiamo che ci sono tante aspettative su questa amministrazione ma i risultati si vedono con il tempo”, ha detto De Vito. Le cifre che illustriamo, ha sottolineato il presidente, “non sono di previsione ma di consuntivo, sono soldi spesi e parte dei risparmi è andata per l’assunzione dei vincitori del ‘concorsone’. 

Centralizzando e razionalizzando gli acquisti siamo riusciti a tagliare i costi di materiali, manutenzione e servizi: abbiamo eliminato 13 auto blu, 8 per i capigruppo e 5 per i consiglieri, abbiamo ridotto il numero delle commissioni, tagliandone sette che oggettivamente erano di dubbia utilità. Dietro a ciascuna commissione c’è l’impegno di 5 persone dello staff, questo significa 35 dipendenti impegnati nelle sette commissioni che abbiamo eliminato. Considerando che il costo di ciascun dipendente è di circa 30mila euro l’anno, è calcolabile un risparmio indiretto di oltre un milione di euro all’anno”. 

C’è poi il capitolo delle sedi consiliari, lo stabile di via del Tritone, che ospita gli uffici dell’assemblea capitolina, costa 1,8 milioni annui. È un contratto che la amministrazione grillina ha ereditato, un contratto attivato a maggio 2015 e blindato fino al 2019 e dal quale Roma Capitale può recedere solo a partire da maggio 2018″. Insomma, ha concluso De Vito, “annuncio con soddisfazione che dopo un anno di amministrazione questo è l’esempio di come si possono usare bene i soldi dei cittadini, per dare servizi”.


Lasciamo da parte le polemiche, la corsa allo scarico delle responsabilità, alla enfatizzazione. Appare evidente, nei numeri forniti dal Campidoglio, il risparmio ottenuto su ogni singola voce. Se quei dati dicono il vero c’è da indignarsi con le amministrazioni precedenti, che hanno per superficialità e sciatteria gestito così male la loro attività. Con l’amministrazione Marino tre anni fa le spese postali superavano i 3.500 euro e quelle per ‘editoria e rilegaturà i 18mila euro. Nel 2008 con Alemanno il Comune spendeva 23.641,20 euro per la posta e quasi 50mila euro per I’editoria. L’amministrazione M5S su questo non ha speso nulla. Le spese di cancelleria sono state pari a 120.260,34 euro nel primo anno di amministrazione Alemanno, 19.761,98 in quello di Marino: quest’anno ammontano a 3.614,40 euro. Stesso discorso vale per i materiali diversi usati per gli uffici. In sintesi, dunque, rispetto a nove anni fa il M5S spende circa 117.000 euro in meno per la cancelleria e 57.000 euro in meno per gli altri materiali. Il totale delle spese di tutti i gruppi capitolini – non solo la maggioranza – per l’acquisto di beni e consumi e per le prestazioni di servizi arriva a oltre 220.000 euro con Alemanno e a oltre 230.000 euro con Marino a fronte dei 90.000 euro spesi dall’1 luglio 2016 al 30 giugno 2017. II dato sulle spese per le iniziative degli organi istituzionali del primo anno di amministrazione Alemanno raggiunge quasi i 2,8 milioni di euro; con Marino se ne spendono 300mila euro che diventano 520mila nel secondo anno. L’amministrazione M5S anche in questo caso non ha speso nulla. Zero anche per le iniziative delle Commissioni elette e Roma Capitale per le quali, invece, Alemanno spese 141mila euro. L’amministrazione Marino spese 9mila euro per la Commissione elette ma investi’ 160.208 euro per ‘servizi informativi sull’attivita dell’Entè, una voce che nel primo anno di amministrazione Alemanno non compare.

Per quanto riguarda le spese del personale per lavoro straordinario, le due amministrazioni hanno utilizzato il fondo ordinario per un importo rispettivamente pari a 1.080.177,15 euro e 866.978,93 euro, usando poi anche il fondo straordinario Roma Capitale per 84.911,75 euro con Alemanno e 448.771,85 euro con Marino. L’ufficio dell’Assemblea capitolina, durante il primo anno di consiliatura M5S, non tocca il fondo straordinario e spende per gli straordinari 623.730,77 euro. Le spese per contratti di consulenza, per le prestazioni lavorative esterne e per la realizzazione di progetti di varia natura sono passate da 43mila euro durante il primo anno di mandato di Alemanno a 426.963 euro con Marino, all’azzeramento sotto la presidenza di Marcello De Vito. Infine, si è drasticamente ridotto il numero di personale in posizione di comando da altra amministrazione: 716.746,00 euro nel primo anno Alemanno, 1.142.469,00 euro (pari a 33 persone in comando) durante il primo anno Marino e 242.929,00 euro con la disposizione dell’Ufficio di Presidenza di De Vito che in questo primo anno ha ridotto ad 1 comando per gruppo consiliare e per ogni membro che compone l’Ufficio di Presidenza, fissando il limite massimo dei comandi a 13.

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