L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 luglio 2017

Roma - moneta complementare in arrivo, ne vedremo delle belle, gli euroimbecilli schiatteranno di rabbia


L’INTERVISTA 

Galloni: «Uno strumento utile per superare i ritardi della burocrazia» 

Secondo l’economista il Comune avrà una maggiore fluidità e, in attesa di ricevere i fondi pubblici stanziati ma non erogati, potrà pagare le ditte concessionarie degli appalti che aderiscono al circuito attraverso la moneta complementare 

15 luglio 2017 | 07:30

L’economista Nino Galloni

Rientra nella logica dei circuiti di credito commerciale che, da Sardex a Tibex, favoriscono lo scambio di beni e servizi all’interno della stessa piattaforma, fino a coinvolgere anche gli enti locali. Che si chiami sesterzio, in ossequio agli antichi romani, o B2B (business to business) la nuova moneta complementare che i Cinque stelle vogliono introdurre nella Capitale si inserisce in un progetto più ampio, «Fabbrica Roma», di stimolo alla ripresa. Nino Galloni, l’economista che fa da riferimento per il gruppo di lavoro romano, è convinto che possa portare numerosi vantaggi.

Quali?

«Tutti i partecipanti possono portare in compensazione i propri crediti».

Ci può fare un esempio?

«Mettiamo che un’insegnante di francese disoccupata offra lezioni private sulla piattaforma: in cambio della sua tariffa oraria può acquistare il corrispettivo, che so, da un giardiniere per farsi sistemare il terrazzo».

Il giardiniere che ci guadagna?

«Magari la figlia ha un debito in francese e le servono ripetizioni».

Detta così, la moneta complementare ricorda un po’ la banca del tempo...

«Quello è un aspetto, sì, ma vogliamo estenderla alla pubblica amministrazione».

In che modo?

«Può funzionare soprattutto per sopperire alla mancanza di liquidità».

Ovvero?

«L’esempio classico è quello del Comune che ha ottenuto un finanziamento, concluso la gara d’appalto, aggiudicato i lavori, ma le risorse tardano ad arrivare. Risultato: tutto fermo».

Come si può rimediare ai ritardi della burocrazia?

«In attesa dei fondi, per evitare il blocco dei lavori l’impresa che ha vinto la gara può essere pagata con la moneta complementare, purché faccia parte del circuito».

Quando potrà riscuotere la cifra in euro?

«Una volta che l’amministrazione avrà i soldi in cassa: a quel punto, il credito potrà essere convertito in euro».

A che tipo di moneta state pensando? 

«In ballo ci sono diverse opzioni: cartacea, metallica, elettronica, ma non è stata ancora presa una decisione. Ne stiamo discutendo».

Quali saranno i benefici per i cittadini?

«Uno è il potenziamento del baratto amministrativo, che esiste già in molti comuni».

Come funziona?

«I cittadini virtuosi che fanno la raccolta differenziata, ad esempio, ottengono uno sconto sulla Tari, ma si possono immaginare soluzioni analoghe per la cura del verde o la riparazione delle buche stradali».

Qual è la principale differenza rispetto alla moneta corrente? 

«La chiusura su quelli che aderiscono alla piattaforma, la cosiddetta blockchain. È una delle condizioni fissate dalla Banca d’Italia, che non è contraria alla moneta complementare, purché rispetti alcuni paletti».

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