L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 luglio 2017

Stefano Sansonetti - impicci e imbrogli del retroterra dello zombi

Regalo argentino delle Ferrovie dello Stato. E gode il miliardario finanziatore di Renzi

11 luglio 2017 di Stefano Sansonetti


Dalle parti del Governo-azionista qualcuno se lo sarà anche chiesto. In effetti a leggere l’annuncio di Ferrovie dello Stato la curiosità viene: perché l’azienda guidata da Renato Mazzoncini ha deciso di siglare un accordo che sembra andare a totale vantaggio di una compagnia aerea straniera, nella fattispecie Aerolineas Argentinas? L’iniziativa, risalente alla fine della scorsa settimana, è praticamente passata inosservata.
L’intesa consente, a chi acquista un volo sulla compagnia di bandiera argentina di sola andata o di andata e ritorno Roma-Buenos Aires, di usufruire gratuitamente del servizio Frecce, Intercity e Leonardo Express da e per Fiumicino aeroporto. La promozione, ha poi aggiunto Ferrovie dello Stato, è riservata ai clienti in partenza dalle regioni Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania e Puglia a patto che acquistino il biglietto aereo presso le agenzie di viaggio partner Trenitalia entro il 31 luglio. Ma l’offerta dei treni gratuiti arriva fino al 15 dicembre, sempre di quest’anno.

Il contorno – Di sicuro quello di Fs è un regalo niente male. A stare al comunicato, infatti, il gruppo di Mazzoncini sembra non intascare un euro. Come stanno esattamente le cose? Da una parte c’è una lettura probabilmente un po’ maliziosa. Spingere commercialmente viaggi a Buenos Aires, a ben vedere, significa provare ad aumentare il flusso di passeggeri italiani verso la capitale argentina e i suoi due aeroporti di riferimento, ovvero Buenos Aires-Aeroparque e Buenos Aires-Ezeiza. Ora, non tutti in Italia sanno che i due scali in questione sono di proprietà di Aeropuertos Argentina 2000, società che fa capo alla conglomerata Corporacion America del miliardario argentino Eduardo Eurnekian. Il quale in Italia ha tanti contatti, amici e interessi. La stessa Corporacion America, per dire, da qualche anno è diventata azionista di maggioranza di Toscana Aeroporti, la società presieduta dal renzianissimo Marco Carrai che gestisce gli scali di Firenze e Pisa.
La medesima Corporacion America, che in Italia è affidata alle cure di Roberto Naldi, lobbista di fiducia di Eurnekian, è inserita nell’elenco dei finanziatori della fondazione Open, quella che organizza la Leopolda, appuntamento fisso dei seguaci dell’ortodossia di Matteo Renzi. Lo stesso Mazzoncini, Ad di Fs, è stato nominato da Renzi. Insomma, parliamo di un accordo che ha un po’ il sapore del “giglio magico”. Anche perché, e torniamo alla domanda iniziale, che ci guadagna Fs?

L’incognita – Nel comunicato, infatti, sembra che il regalo sia frutto della “generosità” di Ferrovie. E non è un costo da poco mettere a disposizione Frecce e Intercity gratis. Naturalmente La Notizia ha chiesto sul punto maggiori lumi alla società di Mazzoncini. Fs, dopo aver ribadito le potenzialità dell’integrazione treno aereo, descritta già nel comunicato, è arrivata al nocciolo della questione spiegando che “è la Compagnia aerea a farsi carico del costo dei biglietti ferroviari”. Insomma, sarebbero gli argentini a pagare la Spa pubblica nostrana. Ma se è così perché il comunicato è intestato solo a Fs? La società di Stato ha per caso provato a passare per quella che mette in campo super offerte per i consumatori? E come mai nulla dice di questa offerta economica proveniente da Aerolineas Argentinas? Anche perché sul sito della compagnia aerea c’è traccia solo di un’altra promozione: lo sconto del 10% per gli argentini che vivono in Italia e vogliono tornare in patria.

Nessun commento:

Posta un commento